Categoria: POLITICHE CONTROLLO DEL TABACCO

IL CONFRONTO TRA SALUTE PUBBLICA E LOBBY DEL TABACCO A BRUXELLES – Parte 1

Dietro le quinte dei negoziati di Bruxelles: le multinazionali del tabacco stanno attuando una strategia aggressiva su più livelli per depotenziare le direttive TPD e TTD. Dalla retorica della “riduzione del danno” all’uso di gruppi di facciata, ecco come l’industria della nicotina prova a difendere i profitti dei nuovi prodotti (e-cig e riscaldato) a scapito della salute pubblica.

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Anatomia di una manipolazione

Questo articolo analizza l’aggressiva strategia delle multinazionali del tabacco per influenzare la revisione delle direttive europee sul tabacco e sulla tassazione (TPD e TTD). L’articolo svela come le lobby utilizzino operazioni di astroturfing e flooding istituzionale per creare l’illusione di un’opposizione di massa alle nuove restrizioni. Vengono approfondite le tattiche di flooding, l’uso di pseudoscienza e il tentativo di aggirare le normative internazionali sul controllo del tabagismo. Il post si conclude con l’auspicio che le istituzioni europee basino le loro decisioni su dati scientifici indipendenti e non si lascino influenzare dalle pressioni dell’industria.

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Al supermarket della nicotina

L’industria del tabacco sta attuando una profonda trasformazione economica mascherata da transizione verso un futuro “smoke-free”. Attraverso la diversificazione dell’offerta (che include tabacco riscaldato, e-cig usa-e-getta e sistemi aperti), le multinazionali hanno frammentato il mercato, portando a un crollo drastico del costo della nicotina al milligrammo (fino a 17 volte inferiore rispetto alle sigarette tradizionali).

Questa nuova dinamica dei prezzi neutralizza gli strumenti tradizionali di salute pubblica e solleva quattro criticità principali:

Disarmo della leva fiscale: I rincari sulle sigarette perdono efficacia perché i consumatori possono facilmente ripiegare su alternative a basso costo (trading down).

Rischio per i giovani: Un prezzo della nicotina quasi irrisorio (fino a 0,02 € per mg) abbassa le barriere economiche, favorendo l’accesso e la dipendenza nelle fasce con bassa capacità di spesa.

Aumento del dosaggio: Senza il limite imposto dal costo, si rischia un incremento dei livelli di consumo quotidiano e di concentrazione di nicotina nel sangue.

Manipolazione del mercato: La strategia dell’industria sembra volta a saturare ogni fascia economica per mantenere viva l’epidemia di dipendenza sotto nuove forme, più che a perseguire una reale riduzione del danno.

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Il Doppio Gioco di Big Tobacco: dal Contrabbando agli Sconti Fiscali

Il grande inganno di Big Tobacco: da complici del mercato nero a finti salvatori dello Stato.
Ricordate i motoscafi carichi di sigarette sulle coste italiane negli anni ’70 e ’80? All’epoca, le multinazionali del tabacco vendevano enormi quantità di merce a intermediari, ben sapendo che sarebbe finita dritta nelle mani di organizzazioni criminali come Camorra e Sacra Corona Unita.
Oggi, dopo essere state sanzionate, quelle stesse aziende hanno cambiato veste: si siedono ai tavoli decisionali dei Governi proponendosi come alleate contro il contrabbando. Il loro vero obiettivo? Usare lo spauracchio del mercato illecito per ricattare i legislatori, bloccare l’aumento delle accise e ottenere vantaggi fiscali.
Il nuovo report internazionale “The Triple Fiscal Loss” smaschera questa narrazione tossica, dimostrando come i cittadini paghino il conto tre volte: 1️⃣ Tasse evase sul mercato illecito. 2️⃣ Mancato gettito da accise congelate. 3️⃣ Costi sanitari insostenibili.
Non possiamo permettere che le politiche di salute pubblica vengano scritte da chi ha creato il problema.

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