L’Italia si schiera contro la salute dei giovani e contro l’ambiente
Una notizia riportata il 10 aprile 2026 dal sito 2FIRSTS rivela una presa di posizione del nostro Paese che ci lascia sgomenti, ma purtroppo non sorpresi. Il ministero delle Imprese e del Made in Italy si è opposto formalmente alla legge dell’Irlanda che, una volta entrata in vigore, vieterà le sigarette elettroniche usa e getta (puff). La giustificazione? La difesa del “mercato” e della “libera circolazione delle merci”.
Come Tobacco Endgame, esprimiamo la nostra più totale e ferma contrarietà a questa posizione del governo italiano. Si tratta di una mossa che si allinea pericolosamente agli interessi dell’industria del tabacco e del vaping, ignorando deliberatamente due priorità: la tutela della salute delle nuove generazioni e la salvaguardia dell’ambiente.
Ricordiamo anche che questo stesso divieto è in vigore in Belgio, in Svizzera, Regno Unito ed in Francia.
Le (deboli) ragioni del ministero delle Imprese e del Made in Italy
Nel suo parere dettagliato inviato alla Commissione Europea, l’Italia sostiene che il divieto irlandese violerebbe l’articolo 34 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea (TFUE), costituendo una restrizione ingiustificata all’ingresso di prodotti legalmente fabbricati. Inoltre, il nostro Paese ha avuto il coraggio di affermare che il provvedimento irlandese “è privo di fondamento scientifico” e non rispetta le circostanze eccezionali previste dalla Direttiva europea sui prodotti del tabacco (TPD).
L’Italia arriva a suggerre all’Irlanda “alternative meno restrittive”, come controlli più rigorosi sull’età, campagne informative o strumenti di tassazione. Si tratta della solita retorica di Big Tobacco ben nota a chi si occupa di salute pubblica: proporre misure blande e storicamente inefficaci pur di non intaccare le vendite.
Le (forti) motivazioni del ministero della Salute Irlandese
Il divieto di vendita delle sigarette elettroniche usa e getta (puff) in Irlanda si fonda su due motivazioni principali:
- Tutela della salute pubblica: l’obiettivo è proteggere la popolazione, in particolare bambini e adolescenti. Tra i giovani, infatti, l’uso di questi dispositivi registra tassi molto alti (fino al 16%), sollevando crescenti preoccupazioni sanitarie da parte delle autorità mediche.
- Riduzione dell’impatto ambientale: le sigarette elettroniche usa e getta rappresentano una grave fonte di inquinamento da plastica, generano rifiuti dispersi nell’ambiente e costituiscono un rischio di incendio se non smaltite correttamente, soprattutto considerando che solo una minima frazione dei milioni di dispositivi venduti viene effettivamente riciclata.
Che cosa è 2FIRSTS
Se 2FIRSTS – un portale assai vicino agli interessi dei produttori di sigarette elettroniche – riporta con enfasi la notizia del parere dell’Italia contro l’Irlanda, è perché per l’industria del vaping questa è una vera e propria vittoria politica e commerciale. Il portale sta dicendo ai produttori e ai distributori di e-cig che l’Italia si è schierata dalla loro parte, ostacolando una legge che avrebbe danneggiato i profitti del settore.
É evidente che l’Italia stia facendo da sponda alle lobby del tabacco e dello svapo, a scapito della salute pubblica irlandese ed europea.
Sicurezza delle sigarette elettroniche: cosa dicono le evidenze
Sostenere che manchi un fondamento scientifico per regolamentare o limitare questi prodotti non è corretto. Le migliori evidenze disponibili sugli effetti a breve, medio e lungo termine sulla salute indicano un quadro complessivamente preoccupante.
Una recente revisione sistematica della letteratura, basata su 124 studi, mostra che, rispetto ai non utilizzatori, i consumatori di sigarette elettroniche presentano un aumento del rischio di diverse patologie: +24% per le malattie cardiovascolari, +26% per le disfunzioni metaboliche, +27% per l’asma, +45% per la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e +53% per le patologie del cavo orale.
Il quadro è ancora più critico tra gli utilizzatori duali, ovvero coloro che fanno uso sia di sigarette elettroniche sia di sigarette
tradizionali: in questi soggetti si osserva un aumento ulteriore del rischio rispetto ai fumatori esclusivi di sigarette convenzionali, nell’ordine del 25–40% per le stesse patologie e per l’ictus.
Per quanto riguarda gli effetti a lungo termine, le evidenze sono ancora limitate, ma stanno emergendo segnali rilevanti. Almeno due studi ben condotti indicano che, rispetto a chi smette di fumare senza utilizzare sigarette elettroniche, i soggetti che continuano a usarle presentano un rischio fino a quattro volte maggiore di morte per tumore del polmone. Inoltre, l’uso duale è stato associato a un rischio di tumore del polmone circa quattro volte superiore rispetto a quello osservato nei fumatori esclusivi di sigarette tradizionali, suggerendo che la combinazione tra sigaretta elettronica e fumo convenzionale possa amplificare in modo sostanziale il rischio oncologico.
Una minaccia crescente per la salute dei giovani
È ormai evidente come i nuovi prodotti a base di nicotina, grazie a aromi dolci e packaging accattivante, siano stati progettati strategicamente per attrarre le nuove generazioni, favorendo l’instaurarsi di una dipendenza rapida e potenzialmente duratura.
Le cosiddette “alternative” proposte, come il semplice controllo dell’età, si dimostrano largamente insufficienti di fronte a strategie di marketing aggressive e pervasive. Lo confermano dati recenti dell’HSE irlandese: oltre un quinto dei negozi di sigarette elettroniche sottoposti a verifica continua a vendere a minori di 18 anni, in violazione delle normative vigenti.
La situazione italiana appare, se possibile, ancora più preoccupante. I dati della Global Youth Tobacco Survey (GYTS), che coinvolge adolescenti di 13–15 anni, quindi chiaramente minorenni, mostrano come l’accesso ai prodotti sia tutt’altro che limitato. Nel 2022, il 24% dei fumatori dichiarava di aver acquistato sigarette direttamente dal tabaccaio e il 13% tramite distributori automatici
Di fronte a queste evidenze, affidarsi esclusivamente a misure deboli come il controllo dell’età appare chiaramente insufficiente. Opporsi a interventi più incisivi significa, di fatto, lasciare spazio a pratiche che continuano a favorire l’accesso dei giovani a prodotti che creano dipendenza, con conseguenze rilevanti per la salute pubblica.
Un disastro ambientale ignorato
Oltre all’impatto sulla salute, c’è un elefante nella stanza che l’Italia, con il suo richiamo alla “proporzionalità” , mostra di ignorare completamente: il disastro ecologico. Prodotti come le sigarette elettroniche monouso (usa e getta) rappresentano un abominio ambientale. Plastica non riciclabile, metalli pesanti, batterie al litio e residui di liquidi tossici finiscono quotidianamente nei nostri ecosistemi e nelle nostre strade. Questo disastro lo possiamo apprezzare nel nostro Paese.
Vietare prodotti che uniscono un danno biologico a un danno ambientale non è un “ostacolo sproporzionato al commercio”: è una misura di emergenza civile ed ecologica.
Non possiamo accettare che la “libertà di stabilimento” degli operatori commerciali o la “libera circolazione delle merci” vengano brandite come armi per bloccare le legittime politiche di salute pubblica dei singoli Stati membri. L’Italia, ponendosi di traverso alla coraggiosa e necessaria iniziativa irlandese, sceglie di difendere l’industria e il mercato invece del futuro.
È una posizione nociva, antiscientifica e inaccettabile. Come Alleanza per un’Italia senza Tabacco e Tobacco Endgame, continueremo a denunciare queste manovre e a batterci affinché la salute e l’ambiente non siano mai subordinate alle logiche del profitto.
per approfondire
2firsts Italy Formally Submits Detailed Opinion to EU Obstructing Ireland’s Disposable Vape Ban 10 February 2026
Anne Timoney Public Health (Single-use Vapes) Bill 2025. 12 February 2026