Le tattiche della lobby e i rapporti di forza nell’Unione Europea
I negoziati europei sono entrati nel vivo dopo la presentazione formale delle proposte della Commissione. Eppure, proprio in questo momento, la lobby del tabacco sta mettendo in atto una strategia aggressiva e multi-livello per depotenziare, ritardare e frammentare la revisione della Direttiva sui prodotti del tabacco (TPD) e della Direttiva sulla tassazione del tabacco (TTD).
L’obiettivo principale delle multinazionali del settore — come Philip Morris, Japan Tobacco e British American Tobacco — è chiaro: salvaguardare i prodotti di nuova generazione (sigarette elettroniche, tabacco riscaldato e bustine di nicotina) da accise elevate e restrizioni su aromi o pubblicità. Sono questi i mercati su cui si gioca il futuro dei loro profitti.
Principali tattiche della lobby del tabacco per svuotare la riforma della legislazione UE
1. La narrazione della “Riduzione del Danno” (Harm Reduction)
È il fulcro della strategia retorica dell’industria. Le aziende spingono fortemente sull’argomento che i prodotti alternativi siano meno dannosi delle sigarette tradizionali. Attraverso massicce campagne di comunicazione e centinaia di incontri con gli eurodeputati, i lobbisti cercano di convincere i legislatori a esentare o tassare in modo significativamente inferiore i nuovi prodotti. Sostengono, infatti, che una linea dura scoraggerebbe il passaggio a opzioni “più sicure”. In questo modo, tentano di legittimare e perpetuare la dipendenza da nicotina sotto una nuova veste, aggirando le politiche di cessazione.
2. Sfruttamento delle alleanze politiche al Parlamento Europeo
Le lobby hanno trovato terreno fertile nelle commissioni chiave del Parlamento. Recenti sviluppi legati alla commissione per i problemi economici e monetari (ECON) mostrano come l’industria sia riuscita a far breccia nei gruppi politici di centro-destra, della destra conservatrice e sovranista. L’effetto pratico è evidente: le bozze di risoluzione e i rapporti parlamentari (come quello redatto dal relatore del gruppo Patriots for Europe) hanno visto pesanti emendamenti volti a ridurre le aliquote minime d’imposta proposte dalla Commissione, allungare i periodi di transizione per gli Stati membri e indebolire i meccanismi di adeguamento automatico delle tasse all’inflazione.
3. Infiltrazione negli organi consultivi ed economici
Le organizzazioni sanitarie europee, tra cui la European Heart Network, hanno denunciato una forte interferenza della lobby persino all’interno dei pareri del Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE). Nei testi ufficiali di questi organi consultivi sono stati inseriti argomenti speculari a quelli dell’industria:
- L’allarme per il rischio di un’esplosione del contrabbando se le tasse dovessero aumentare troppo.
- La strumentale difesa del potere d’acquisto dei consumatori a basso reddito, descrivendo ingannevolmente le accise come una tassa “regressiva” piuttosto che come un investimento salvavita.
4. L’uso dei Gruppi di Facciata (Front Groups)
Per aggirare i limiti stringenti imposti dall’Articolo 5.3 della Convenzione quadro dell’OMS per la lotta al tabacco (FCTC) — che vieta ai decisori pubblici di farsi influenzare dall’industria — le multinazionali non si presentano quasi mai in prima persona. Finanziano e utilizzano associazioni di categoria di negozianti di svapo, consorzi di agricoltori, think tank libertari e associazioni di consumatori artificiali (astroturfing). Questo schema permette di presentare le istanze pro-tabacco come mobilitazioni spontanee della società civile o della piccola impresa indipendente.
5. La strategia del rinvio: ritardare e dilazionare
Poiché l’iter legislativo deve completarsi entro la fine del 2026, ogni mese di stallo gioca a favore delle lobby. Sollevando continui dubbi di natura tecnica — spesso finanziando studi scientifici ad hoc in aperto conflitto di interessi — e contestazioni legali sulla base giuridica dei tetti fiscali nei singoli Stati membri, l’industria punta a sfiancare il calendario negoziale. L’obiettivo finale è costringere le istituzioni a compromessi al ribasso pur di evitare la paralisi totale del dossier.
Vedi la lobby del tabacco impegnata in un’azione ostruzionistica per boicottare la consultazione pubblica relativa alla riforma della legislazione sul tabacco in UE in un articolo bello e pieno di informazioni che consigliamo di leggere su The Good Lobby.
Punti caldi dello scontro tra Commissione UE e Lobby del Tabacco
| Dossier Legislativo | Obiettivo di Salute Pubblica (Proposta CE) | Strategia e Richieste della Lobby del Tabacco |
| Tassazione (TTD) | Aumento delle accise minime su tutti i prodotti; introduzione di una tassa minima armonizzata sui nuovi prodotti per ridurre il divario di prezzo con le sigarette tradizionali. | Aliquote minime al ribasso, esenzione o tassazione minima per i nuovi prodotti sotto l’egida della “riduzione del danno”. Rimozione dell’adeguamento automatico all’inflazione. |
| Aromi e Ingredienti (TPD) | Divieto totale degli aromi caratterizzanti (frutta, menta, dolci) per tutti i prodotti, inclusi riscaldati, e-cig e bustine di nicotina, per frenare l’iniziazione dei giovani. | Mantenimento degli aromi per i prodotti alternativi, sostenendo che siano “essenziali” per spingere i fumatori adulti a convertirsi allo svapo. |
| Marketing e Vendite (TPD) | Ban totale della pubblicità online (compreso l’influencer marketing) e divieto di vendita online transfrontaliera per impedire l’acquisto facile ai minori. | Autoregolamentazione sul web e opposizione al divieto di vendita online, denunciando danni economici sproporzionati per i negozianti fisici e i distributori. |
| Tracciabilità (TTD/TPD) | Inclusione del tabacco greggio nel sistema di monitoraggio EMCS per stroncare i canali di approvvigionamento della contraffazione e del contrabbando. | Argomentare che l’eccesso di burocrazia e l’aumento delle tasse saranno gli unici responsabili di un’eventuale esplosione del mercato nero. |
Analisi dei rapporti di forza: dove si decide la partita
Per comprendere la complessa dinamica in atto a Bruxelles, dobbiamo analizzare le leve di potere utilizzate dai due fronti sui tavoli decisionali.
- Il blocco politico al Parlamento Europeo (Lobby in forte vantaggio): La lobby del tabacco sfrutta apertamente le spaccature ideologiche dell’Europarlamento. Il baricentro politico, spostato a destra, offre una sponda perfetta. I lobbisti forniscono emendamenti già pronti con il pretesto di difendere la competitività industriale. Di contro, le organizzazioni di salute pubblica (come la Smoke Free Partnership) hanno ottimi alleati nei gruppi progressisti, ma faticano a penetrare nelle commissioni economiche come la ECON, dove i temi sanitari vengono considerati secondari rispetto ai bilanci.
- Lo scontro scientifico sulla riduzione del danno (Equilibrio instabile): Le multinazionali utilizzano studi scientifici apparentemente indipendenti per accreditare i nuovi prodotti come alternativi e sicuri. Questa tesi fa breccia sui decisori politici privi di competenze mediche. La salute pubblica e l’OMS mantengono una posizione rigorosa, ricordando che questi prodotti creano dipendenza e attirano i giovanissimi, ma faticano a competere con la capillarità e i budget del marketing industriale.
- La frammentazione del Consiglio UE (Vantaggio tattico dell’industria): In materia fiscale (TTD) serve l’unanimità dei 27 Paesi membri. Alla lobby basta convincere un solo governo (spesso quelli dei Paesi dell’Est o con forti interessi agricoli nella coltivazione del tabacco) a porre il veto per paralizzare l’intero pacchetto fiscale. I Ministeri delle Finanze, inoltre, temono le perdite immediate di gettito, rendendoli molto più guardinghi rispetto ai colleghi della Salute.
Un punto fermo per la salute pubblica: Riconoscere queste tattiche è il primo passo per disarmarle. Le istituzioni europee hanno il dovere morale e scientifico di applicare rigidamente l’Articolo 5.3 della FCTC, ricordando che la salute dei cittadini europei non può essere messa in discussione o barattata con le esigenze di profitto dei produttori di tabacco e nicotina.
Per approfondire
tobaccoendgame.it Anatomia di una manipolazione