…venghino, venghino: ce n’è per tutte le tasche
L’industria del tabacco sta cambiando pelle. La nuova narrazione vede i produttori di tabacco e nicotina proporsi non più come il problema, ma come i paladini della lotta contro il fumo. La parola chiave per comprendere questa metamorfosi è “diversificazione dell’offerta”. Ma dietro le campagne sui nuovi media e le promesse di un futuro smoke-free, si nasconde una trasformazione economica radicale che rischia di spiazzare le attuali politiche di salute pubblica: la frammentazione e, insieme, il crollo del prezzo della nicotina.
Quanto costa un milligrammo di nicotina
Oggi, una persona dipendente dalla nicotina non è più vincolata a un unico prodotto con un prezzo standardizzato, ma naviga in un mercato fatto di alternative studiate per coprire ogni fascia di reddito.
Considerando il costo per un singolo milligrammo (mg) di nicotina, il divario è impressionante:
- Sigarette tradizionali: ~ €0,34
- Tabacco riscaldato (HTP): €0,25 – €0,35
- E-cig usa-e-getta: €0,20 – €0,25
- E-cig a sistema aperto (Pod/Liquidi): da €0,02 a €0,20
Questa enorme forbice dei prezzi, in cui il costo del principio attivo può ridursi fino a 17 volte passando dalla sigaretta alla pod ricaricabile, trasforma profondamente le dinamiche del consumo (Jakob J. 2022). I sistemi aperti per il vaping si sono consolidati a livello globale come il vettore di nicotina di gran lunga più economico, mentre il tabacco riscaldato mantiene un posizionamento di prezzo (e di profitto per l’industria) paragonabile alla sigaretta tradizionale. Questa diversificazione pone alcuni interrogativi.
I quesiti aperti per la salute pubblica
- La leva fiscale è stata disarmata? Storicamente, l’aumento delle accise e il conseguente rincaro del pacchetto di sigarette sono stati lo strumento primario per spingere i fumatori alla cessazione. Oggi, se un consumatore non può più sostenere il costo delle sigarette, ha una via di fuga economica. Questo passare al prodotto che costa meno, in gergo: trading down (vedi Cotti C. 2020) sta neutralizzando la tassazione come deterrente contro la dipendenza?
- Sostegno alla cessazione o nuova trappola d’accesso? Un costo di €0,02 per milligrammo abbassa drammaticamente la barriera economica. Da un lato, si offre un’alternativa a basso costo a chi vuole allontanarsi dalla combustione. Dall’altro, stiamo trasformando una sostanza che crea forte dipendenza in un bene di consumo estremamente economico, accessibile a chiunque, compresi i giovanissimi con bassa capacità di spesa?
- Il paradosso del dosaggio: Quando il costo della nicotina diventa irrisorio, il vincolo del portafoglio scompare. Senza una barriera economica, qual è il limite al consumo giornaliero? Stiamo rischiando di creare una generazione di consumatori (esclusivi o duali) esposti a livelli di nicotina nel sangue nettamente superiori a quelli dei fumatori tradizionali?
- Il riposizionamento dell’industria: Mantenendo, con i prodotti a tabacco riscaldato, prezzi (e margini) alti sui consumatori abbienti, e catturando la base della piramide economica con i liquidi a basso costo, l’industria satura il mercato. Se la retorica dell’industria vanta una transizione verso “prodotti a rischio ridottto” la realtà mostra una epidemia da nicotina che riprende slancio in nuove forme.
- Guardando al panorama italiano, i dati confermano come le strategie di prezzo e gli sconti fiscali sui prodotti di nuova generazione, come il tabacco riscaldato, abbiano facilitato una massiccia diversificazione dell’offerta, trasformando le abitudini di spesa dei consumatori (Spizzichino L. Convegno Nazionale contro il Tabagismo 2022).
Le parole per dirlo
Non ci sono risposte semplici a questi interrogativi. Tuttavia, per non restare un passo indietro rispetto alle strategie dell’industria, il mondo del tobacco control deve chiedersi se non sia il momento di rivedere linguaggio e finalità per affrontare frontalmente il mercato globale della nicotina e le sue nuove, insidiose dinamiche di prezzo.
Riferimenti
Jakob, J. et al. (2022). “The price of nicotine dependence: A comparison of the cost of nicotine across products in Switzerland, Germany, USA, Sweden, France and the UK, in 2019”. Tobacco Prevention & Cessation, 8(November).
Cotti, C. et al. (2020). “The Effects of E-Cigarette Taxes on E-Cigarette Prices and Tobacco Product Sales”. National Bureau of Economic Research (NBER).
López-Nicolás, Á. (2023). “Tobacco Taxes in the European Union”. Economics for Health / University of Cartagena.
Spizzichino, L., et al. (2022). “Update on new tobacco and nicotine products”. Atti XXIV Convegno Nazionale Tabagismo e SSN, Istituto Superiore di Sanità.