In Europa si sta giocando una partita cruciale per il controllo del tabacco

La Commissione Europea è impegnata nella revisione di due direttive: la Direttiva sui prodotti del tabacco (TPD) del 2014 e la Direttiva sulla tassazione dei prodotti del tabacco (TTD) che risale al 2010, due provvedimenti che ridisegneranno la regolamentazione e la tassazione dei prodotti del tabacco. Le direttive saranno proposte dalla Commissione Europea ed emanate dopo l’approvazione da parte del Parlamento Europeo, in rappresentanza dei cittadini, e del Consiglio Europeo in rappresentanza degli Stati.

Bisogna seguire attentamente questa vicenda il cui esito rappresenterà un passaggio importante verso il raggiungimento degli obiettivi dell’Unione Europea: una prevalenza di fumatori non superiore al 5% entro il 2040. 
Una partita in cui saranno determinanti la capacità politica dei governanti europei, il peso delle lobby del tabacco e quello dell’advocacy per la salute.

La revisione della Direttiva dei Prodotti del Tabacco (TPD): i nuovi prodotti e le posizioni dei Paesi

Il tema principale di questa Direttiva è la regolamentazione dei nuovi prodotti del tabacco ed ecco a che punto siamo.

A gennaio di quest’anno l’Olanda, assieme a una decina di Paesi tutti preoccupati per la diffusione delle sigarette elettroniche tra i giovanissimi (tra i ragazzi e le ragazze europei di 15-16 anni il consumo è aumentato dal 19% del 2019 al 22% del 2024; tra quelli italiani dal 13% al 22%) ha richiesto una più restrittiva regolamentazione dei nuovi prodotti. Italia, Grecia e Romania – non a caso, i paesi dell’UE con la più alta interferenza dell’industria del tabacco – si sono schierati contro, proponendo, con una lettera del mese di marzo 2025, una diversa classificazione dei nuovi prodotti del tabacco, simile a quella adottata dall’Italia.

Il 13 marzo 2025, l’Irlanda e altri 11 paesi chiedono allora un’azione rapida per affrontare il problema dei nuovi prodotti del tabacco tra i giovani. La lettera congiunta al Commissario UE per la salute e il benessere animale, Olivér Várhelyi, esprime una forte preoccupazione per il ritardo nella revisione della legislazione UE sul tabacco e sollecita la Commissione ad agire rapidamente.

Le preoccupazioni dei paesi che vogliono una politica restrittiva

Paesi come l’Irlanda, la Spagna e la Francia sono fortemente preoccupati per la crescente diffusione dei nuovi prodotti a base di nicotina tra le persone giovani. Questi prodotti, come le sigarette elettroniche e le bustine di nicotina, pensati per attrarre adolescenti, contengono alti livelli di nicotina che provocano dipendenza e gravi problemi di salute.

I Paesi firmatari in senso restrittivo chiedono che la nuova Direttiva preveda il divieto al ricorso di aromi, l’uso di un pacchetto neutro privo di loghi (plain packaging), restrizioni sulle vendite transfrontaliere online, responsabilizzazione e coinvolgimento delle piattaforme di social media.
In Italia, invece, dove l’aumento della diffusione di questi prodotti tra i giovani è un fenomeno drammatico, l’attuale posizione del Governo sembra più orientata a proteggere gli interessi dei produttori.

La seduta del Consiglio Europeo del 20 giugno 2025

Il 20 giugno 2025 si è riunito il Consiglio dell’Unione Europea (EPSCO – Consiglio per l’Occupazione, la Politica sociale, la Salute e i Consumatori) per discutere le misure dell’UE in materia di prevenzione, inclusa la riduzione del consumo di tabacco. La Presidenza polacca ha proposto uno scambio di vedute sulle misure UE di prevenzione delle malattie e di promozione della salute, individuando due principali tematiche: consumo di alcol e prodotti a base di tabacco e nicotina.
Il ministro della Salute italiano Orazio Schillaci ha evidenziato che stiamo assistendo a una espansione del mercato del tabacco e nicotina con nuovi prodotti, sempre più diffusi tra i giovani. Perciò è indispensabile condividere buone pratiche e dati epidemiologici per migliorare le politiche di prevenzione ed è necessario un nuovo approccio normativo per i nuovi prodotti del tabacco e una loro chiara classificazione a livello europeo.

Il Commissario Várhelyi ha sottolineato che il tabacco è responsabile del 27% dei tumori evitabili e che il Piano europeo di lotta contro il cancro, noto anche come BECA (Beating Cancer Plan), mira tra l’altro a una generazione libera dal fumo entro il 2040 e a ridurre la prevalenza di fumatori al 5%. Le delegazioni degli Stati membri hanno richiesto:

  • interventi urgenti sul tabacco
  • regolamentazione della pubblicità e creazione di spazi senza fumo
  • revisione della legislazione sul tabacco
  • sostenibilità del programma EU4Health
  • prevenzione tra i giovani e regolamentazione basata su prove scientifiche
  • finanziamenti per iniziative specifiche.

La revisione della Direttiva sulla Tassazione del Tabacco (TTD)

La proposta della Commissione si concentra principalmente sulla politica sanitaria. in linea con il “Piano europeo per la lotta contro il cancro”, la nuova direttiva, aggiornando le norme fiscali sui prodotti del tabacco, mira a renderli meno accessibili e a ridurre i consumi. Pertanto il cuore del provvedimento prevede:

  • aumento delle accise minime che gli Stati membri devono applicare sui prodotti del tabacco, rendendoli più costosi e meno accessibili.
  • Ampliamento del campo di applicazione: estendere la tassazione anche a nuovi prodotti, come le sigarette elettroniche, i prodotti a tabacco riscaldato e i sacchetti di nicotina, che a tutt’oggi sono meno regolamentati.

Il collegamento tra la Direttiva europea sulla Tassazione del tabacco (TTD) e il bilancio dell’Unione

  • Sono due iniziative distinte ma strettamente collegate e complementari, entrambe presentate dalla Commissione Europea per raggiungere obiettivi sia di sanità pubblica che di bilancio. In pratica, la revisione della direttiva TTD crea un gettito fiscale più elevato per gli Stati membri. Una percentuale uniforme (ad esempio, il 15%) delle entrate che gli Stati membri raccolgono grazie alle accise sul tabacco (quelle stabilite dalla direttiva) viene versata al bilancio dell’UE.
  • Con questa e altre risorse si crea una Risorsa Propria del bilancio dell’Unione Europea, riducendo la dipendenza dai contributi diretti degli Stati membri.
  • La Risorsa Propria basata sull’accisa sui tabacchi, TEDOR, in inglese Tobacco Excise Duty Own Resource. La proposta della Commissione Europea tiene conto dei benefici per la salute e dell’esigenza di creare una nuova fonte di entrate per il bilancio dell’UE.

Il TEDOR spiegato bene

1. Il concetto di “risorse proprie“

L’Unione Europea ha un proprio bilancio per finanziare le sue politiche e i progetti. Questo bilancio non è finanziato dalle tasse dirette sui cittadini, ma da risorse che provengono dagli Stati membri. Queste includono: contributi basati sul reddito nazionale lordo (RNL) di ogni Stato, una percentuale dell’IVA raccolta da ogni Stato, le tasse sulle importazioni dall’esterno dell’UE, una tassa sui rifiuti di imballaggi in plastica non riciclata.
Il TEDOR andrebbe a costituire una nuova risorsa propria riducendo il peso dei contributi nazionali.

2. Come funziona il TEDOR

Invece di chiedere agli Stati membri un contributo basato sul loro reddito o sull’ IVA, il TEDOR propone di prendere una percentuale delle entrate che ogni Stato membro già raccoglie attraverso le sue accise sui prodotti del tabacco.

  • Accise sul tabacco: ogni Paese dell’UE applica una tassa speciale (accisa) sui prodotti del tabacco (sigarette, sigari, tabacco da pipa, ecc.). L’UE stabilisce dei tassi minimi per queste accise, ma i paesi sono liberi di applicare tassi più alti.
  • La percentuale per l’UE: Il TEDOR prevede che una percentuale fissa (ad esempio, il 15%) delle entrate raccolte dai singoli Stati membri tramite queste accise venga versata direttamente al bilancio dell’UE.

3. Gli obiettivi del TEDOR sono due

  • Finanziare il bilancio dell’UE: creare una fonte di reddito stabile e prevedibile per finanziare le spese dell’Unione.
  • Disincentivare il consumo rendendo i prodotti del tabacco più costosi e quindi meno accessibili, in particolare per le persone più giovani.

In sintesi, il TEDOR è un meccanismo che combina la necessità finanziaria con gli obiettivi di salute pubblica.

Conclusioni: gli obiettivi e le sfide

I paesi europei e, tra questi l’Italia, hanno bisogno di proteggere la libertà e la salute dei cittadini, in particolare le persone più giovani, che sono assediate della miriade di prodotti a base di tabacco e nicotina che l’industria del tabacco propone loro. Oltre ai prodotti tradizionali, l’industria offre sigarette elettroniche con liquidi dai mille aromi, prodotti a tabacco riscaldato, nicotine pouches, i sacchetti di nicotina dai mille sapori.

Ridurre l’accessibilità per arginare l’epidemia di dipendenza dai prodotti del tabacco . In Italia, il prezzo di un pacchetto di sigarette è in media di 5 euro. Tra i 27 paesi dell’Unione Europea e l’Inghilterra, il prezzo delle sigarette italiane, a parità del potere di acquisto, è tra i più bassi (21° posto), meno della metà del prezzo praticato in Francia, inferiore a quello dell’Inghilterra, dell’Olanda, della Germania.
Il prezzo basso tiene agganciate al tabacco le persone più giovani che rappresentano il gruppo più ricercato dall’industria perché garantisce il futuro del suo business mortale.  

La proposta della Commissione, una volta applicata in Italia potrebbe far aumentare il prezzo del pacchetto, approssimativamente di 1 euro. C. Piccinelli C. ed altri hanno stimato in un articolo scientifico le conseguenze.  L’aumento di 1 euro al pacchetto (circa il 20% del prezzo dei pacchetto di sigarette in Italia) determinerebbe una riduzione dell’esposizione e dei consumi del 6,8%. Ciò si tradurrebbe in circa 750.000 fumatori in meno, oltre a una riduzione del consumo di prodotti del tabacco per chi continua a fumare e una riduzione dell’esposizione al fumo passivo per i non fumatori. Tutto ciò permetterebbe di evitare circa 131.000 DALYs (Disability-Adjusted Life Years, gli anni di vita persi per disabilità e morte prematura) e un risparmio per il Servizo Sanitario pari a circa 930 milioni di euro.

Di certo, la proposta EU sarà vigorosamente osteggiata da parte dell’industria del tabacco che è ben impiantata nel nostro Paese ed è in grado di esercitare pressione sulla politica facendo ricorso al ricatto occupazionale o agitando lo spettro del contrabbando.