La divergenza in Europa sulla revisione della legislazione sui prodotti del tabacco
A Gennaio 2025, come riferisce il giornale POLITICO.EU, i Ministri di dodici paesi, guidati dall’Olanda hanno chiesto al Commissario per la Salute Olivér Várhelyi di accelerare i tempi della revisione della direttiva europea sui prodotti del tabacco del 2014, revisione prevista dal Piano Europeo contro il Cancro. Gli altri firmatari erano Belgio, Estonia, Finlandia, Francia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Slovenia e Spagna.
Questi paesi si dichiaravano preoccupati per il fatto che tra gli adolescenti si sta diffondendo l’uso di sigarette elettroniche e sacchetti di nicotina, prodotti non contemplati dalla direttiva, e invitavano la Commissione ad adeguare la legislazione UE ai tempi per ridurre l’attrattiva dei nuovi prodotti del tabacco sui giovani. Scrivono: “Lo svapo può portare a gravi problemi di dipendenza. Nonostante i gravi rischi per la salute, tra i ragazzi in età dai 12 ai 16 anni, uno su sette dichiara di aver svapato nell’ultimo mese. Quindi abbiamo a che fare con un problema molto serio”.
Il 4 Marzo 2025, POLITICO pubblica un nuovo articolo dal titolo: “L’Italia non ci sta! E guida la carica contro un gruppo di paesi UE che stanno spingendo la Commissione europea ad accelerare la revisione della legislazione sul tabacco”.
Nella lettera, l’Italia, la Grecia e la Romania, guarda caso tra i paesi d’Europa con la più alta interferenza dell’industria del tabacco, affermano che le regole esistenti hanno ridotto con successo i tassi di fumo nell’UE e che qualsiasi revisione dovrebbe basarsi su una “valutazione di impatto solida e adeguata”.
Italia, Grecia e Romania evidenziano tre aree come più rilevanti per la discussione in sede UE:
- Necessità di una classificazione “adeguata e corretta” di tutti i prodotti del tabacco e della nicotina, considerando il commercio internazionale e la circolazione intra-UE.
- Richiesta di una “differenziazione appropriata” tra i diversi prodotti e di considerare la proporzionalità delle misure UE, specialmente nell’attuale scenario macroeconomico.
- Le attuali norme UE hanno consentito ai paesi di adottare quadri fiscali nazionali completi e convergenti, compresi i nuovi prodotti.
Il trucco c’è e si vede
In termini più espliciti, Italia, Grecia e Romania sostengono che i nuovi prodotti del tabacco devono essere classificati come prodotti non da fumo, sottraendoli alla legislazione degli altri prodotti del tabacco, sia per la tassazione che per il marketing.
Ad esempio in Italia i liquidi per sigarette elettroniche sono classificati come liquidi da inalazione contenenti nicotina e gli stick del tabacco riscaldato (iQOS, glo e Ploom) sono sono classificati come tabacchi da inalazione senza combustione. Grazie a questo artificio, sigarette elettroniche e tabacco riscaldato godono di grandi sconti fiscali e non sono soggetti alla rigida regolamentazione della pubblicità e neppure ai divieti di fumare nei locali aperti al pubblico e nei luoghi di lavoro.
Addirittura, le bustine di nicotina sono classificate come contenitori di miscele chimiche, come se si trattasse dell’imballaggio di un detersivo e non di un sacchetto di nicotina, la sostanza che crea una forte dipendenza. In base a questo assunto, le bustine di nicotina ricadono sotto la normativa in materia di miscele chimiche.
Quale è lo stato attuale della revisione della Direttiva sui Prodotti del Tabacco dell’UE
Giustamente la giornalista di POLITICO osserva che, sebbene una revisione della legislazione sul tabacco non è attualmente nel programma di lavoro dell’esecutivo UE per quest’anno, il piano esecutivo per sconfiggere il cancro, che risale al 2021, ha identificato la classificazione dei nuovi prodotti come un problema da riesaminare.
L’obiettivo principale del Piano per quanto riguarda il tabacco è ambizioso: ridurre la prevalenza di consumatori al di sotto del 5% entro il 2040, un traguardo che comprta il rafforzamento della legislazione esistente, in particolare, per quanto riguarda i nuovi prodotti a base di nicotina.
Il Piano, infatti, identifica esplicitamente la revisione della Direttiva sui prodotti del tabacco, della Direttiva sulla tassazione del tabacco e del quadro giuridico sugli acquisti transfrontalieri come passi necessari per raggiungere i suoi obiettivi.
Questa indicazione conferma che l’attuale divergenza tra i paesi della Unione come l’Olanda e quelli come l’Italia è una questione assai rilevante.
Revisione della legislazione sul tabacco in Europa necessaria e urgente
I nuovi prodotti del tabacco hanno un effetto negativo sulla prevenzione del tabagismo.
Nonostante le aziende del tabacco continuino a ripetere la leggenda che le sigarette elettroniche riducono il danno del 95% rispetto alle sigarette tradizionali, le evidenze attuali non mostrano differenze significative nel rischio cardiovascolare, negli infarti o nei disturbi metabolici tra le sigarette elettroniche e quelle convenzionali.
Le sigarette elettroniche, quando utilizzate non in un contesto terapeutico, ma come prodotto di consumo non sono efficaci nel favorire la cessazione dal fumo. Inoltre, per i pochi che riescono a sostituire completamente il fumo con lo svapo, il beneficio è limitato a una modesta riduzione del rischio di asma bronchiale (-16%) e di patologie del cavo orale (-13%) e una riduzione più consistente di BPCO (-47%).
Nondimeno la modalità di gran lunga più comune di uso della sigaretta elettronica in Italia e in Europa è l’uso duale (sigaretta elettronica + sigaretta tradizionale) che addirittura aumenta sensibilmente il rischio di malattie respiratorie e cardiovascolari rispetto al consumo di sole sigarette tradizionali.
I nuovi prodotti del tabacco in Italia hanno avuto un effetto negativo sulla prevenzione del tabagismo
I mancati o scarsissimi benefici non compensano in alcun modo la diffusione della dipendenza da nicotina che abbiamo osservato in Italia dove facciamo i conti con una vera e propria emergenza adolescenti con la più alta proporzione del mondo di ragazzi tra i 13-15enni che hanno provato la sigaretta elettronica (55%) e, tra i 17enni, la più alta prevalenza d’Europa dei fumatori di sigaretta tradizionale.
Inoltre, le vendite di prodotti del tabacco, che erano in riduzione da circa 30 anni, sono aumentate a partire dal 2020, e dal 2024 anche le sigarette tradizionali .
Questi dati di fatto mostrano che le sigarette elettroniche, per come sono attualmente utilizzate in Italia e in Europa, sono dannose. I nuovi prodotti del tabacco in Italia hanno avuto un effetto negativo sulla prevenzione del tabagismo
Un recente studio condotto in Italia ha confermato che le sigarette elettroniche e i prodotti a tabacco riscaldato (HTP) non aiutano i fumatori a smettere; al contrario, favoriscono l’iniziazione al fumo tra i non fumatori – in particolare adolescenti e giovani – e la ricaduta tra gli ex fumatori. (Gallus 2024)
Fonti
Mari Eccles. POLITICO.EU The Netherlands leads call for EU to clamp down on vapes E-cigarettes and nicotine pouches aren’t covered in existing rules. 22 Gennaio 2025
Mari Eccles. POLITICO.PRO Italy leads push against swift EU tobacco revision. Rome is pushing against EU countries that want more stringent tobacco and nicotine rules. 4 Marzo 2025
Gallus S, Stival C, McKee M, Carreras G, Gorini G, Odone A, van den Brandt PA, Pacifici R, Lugo A. Impact of electronic cigarette and heated tobacco product on conventional smoking: an Italian prospective cohort study conducted during the COVID-19 pandemic. Tob Control. 2024 Feb 20;33(2):267-270.
Glantz SA, Nguyen N, Oliveira da Silva AL. Population-Based Disease Odds for E-Cigarettes and Dual Use versus Cigarettes. NEJM Evid. 2024; 3:EVIDoa2300229.
Cerrai S, Benedetti E, Colasante E et al. E-cigarette use and conventional cigarette smoking among European students: findings from the 2019 ESPAD survey. Addiction 2022; 117: 2918-2932.
Sreeramareddy CT, Acharya K, Manoharan A. Electronic cigarettes use and ‘dual use’ among the youth in 75 countries: estimates from Global Youth Tobacco Surveys (2014-2019). Sci Rep 2022; 12: 20967.
Global Tobacco Industry Interference Index. https://globaltobaccoindex.org/