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Multinazionali del tabacco come vettori di malattie croniche

I veri responsabili dell’epidemia da fumo: le multinazionali come “vettori di malattie”

Le malattie legate al fumo non devono più essere considerate una colpa o una cattiva abitudine individuale. Secondo la comunità medico-scientifica e il New England Journal of Medicine, le multinazionali di Big Tobacco (così come quelle dell’alcol, dei combustibili fossili e del cibo ultra-processato) agiscono come veri e propri vettori di malattie croniche, diffondendo un’epidemia globale per trarne profitto.

Sono esaminate le strategie spietate dell’industria e proposta la drastica soluzione: i governi devono smettere di trattare queste aziende come interlocutori legittimi, escludendole da ogni tavolo decisionale politico, imponendo la massima trasparenza e smantellando il loro modello di business.

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Il Doppio Gioco di Big Tobacco: dal Contrabbando agli Sconti Fiscali

Il grande inganno di Big Tobacco: da complici del mercato nero a finti salvatori dello Stato.
Ricordate i motoscafi carichi di sigarette sulle coste italiane negli anni ’70 e ’80? All’epoca, le multinazionali del tabacco vendevano enormi quantità di merce a intermediari, ben sapendo che sarebbe finita dritta nelle mani di organizzazioni criminali come Camorra e Sacra Corona Unita.
Oggi, dopo essere state sanzionate, quelle stesse aziende hanno cambiato veste: si siedono ai tavoli decisionali dei Governi proponendosi come alleate contro il contrabbando. Il loro vero obiettivo? Usare lo spauracchio del mercato illecito per ricattare i legislatori, bloccare l’aumento delle accise e ottenere vantaggi fiscali.
Il nuovo report internazionale “The Triple Fiscal Loss” smaschera questa narrazione tossica, dimostrando come i cittadini paghino il conto tre volte: 1️⃣ Tasse evase sul mercato illecito. 2️⃣ Mancato gettito da accise congelate. 3️⃣ Costi sanitari insostenibili.
Non possiamo permettere che le politiche di salute pubblica vengano scritte da chi ha creato il problema.

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Lobbying e opacità bloccano l’UE sul controllo del tabacco. Il ruolo dell’Italia

Che cosa è accaduto nell’Unione Europea presa di mira dalla lobby del tabacco:
(1) fallimento della consultazione pubblica sulla revisione della Direttiva sulla Tassazione del tabacco sommersa da migliaia di commenti e proposte provenienti dal settore del tabacco, (2) mancanza di equilibrio dell’audizione alla Commissione del Parlamento UE impegnata sulla direttivamper la tasszione dei prodotti del tabacco, (3) attività di lobbying dell’industria del tabacco, (4) divisioni nel Consiglio ECOFIN a seguito del lobbying dell’industria (v) divisioni interne tra i Paesi della UE hanno ridotto all’impotenza la delegazione dell’Unione Europea alla Conferenza delle Parti (COP11) della Convenzione Quadro sul Controllo del Tabacco.

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