Categoria: News

IL CONFRONTO TRA SALUTE PUBBLICA E LOBBY DEL TABACCO A BRUXELLES – Parte 1

Dietro le quinte dei negoziati di Bruxelles: le multinazionali del tabacco stanno attuando una strategia aggressiva su più livelli per depotenziare le direttive TPD e TTD. Dalla retorica della “riduzione del danno” all’uso di gruppi di facciata, ecco come l’industria della nicotina prova a difendere i profitti dei nuovi prodotti (e-cig e riscaldato) a scapito della salute pubblica.

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Anatomia di una manipolazione

Questo articolo analizza l’aggressiva strategia delle multinazionali del tabacco per influenzare la revisione delle direttive europee sul tabacco e sulla tassazione (TPD e TTD). L’articolo svela come le lobby utilizzino operazioni di astroturfing e flooding istituzionale per creare l’illusione di un’opposizione di massa alle nuove restrizioni. Vengono approfondite le tattiche di flooding, l’uso di pseudoscienza e il tentativo di aggirare le normative internazionali sul controllo del tabagismo. Il post si conclude con l’auspicio che le istituzioni europee basino le loro decisioni su dati scientifici indipendenti e non si lascino influenzare dalle pressioni dell’industria.

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SULLE RETI MEDIASET E’ COMINCIATO UN “VIAGGIO NEI SENTIMENTI”… E NELLA NICOTINA

Dietro i drammi sentimentali di Temptation Island si cela un’insidiosa operazione di marketing: la presenza pervasiva di riscaldatori di tabacco nei momenti di picco emotivo. Sfruttando le zone grigie del D.Lgs 6/2016, le multinazionali promuovono i dispositivi come oggetti di design, aggirando i divieti pubblicitari in prima serata. Un appello a istituzioni e società civile per estendere il divieto assoluto di sponsorizzazione anche ai device elettronici.

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LA NICOTINA E’ UNA SOSTANZA PSICOTROPA? FOCUS SU E-CIG E SACCHETTI DI NICOTINA

A trent’anni dall’ultima valutazione, la piccola nazione di Palau riapre il dibattito globale chiedendo ufficialmente all’ONU di inserire la nicotina nella Convenzione sulle sostanze psicotrope del 1971. L’iniziativa ha attivato un meccanismo formale obbligatorio che costringerà il Comitato di esperti dell’OMS a una revisione scientifica critica della molecola, accendendo i riflettori sull’epidemia di sigarette elettroniche e nuove dipendenze tra i giovani. Una sfida politica ed economica senza precedenti contro gli interessi di Big Tobacco.

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Quando hai un po’ di tempo, fai un salto su Cinemasmoke

La complessa e controversa relazione tra l’industria del tabacco e il mondo del cinema non è mai stata una semplice coincidenza estetica, ma il frutto di una precisa strategia di marketing e condizionamento culturale. Questa inchiesta in sei parti analizza storicamente l’evoluzione del fumo sul grande schermo: dai contratti segreti della Hollywood classica, che trasformavano le dive e gli eroi in inconsapevoli promotori della dipendenza, fino al cinema contemporaneo e d’autore, firmato da registi come Sergio Leone e Paolo Sorrentino. Attravento l’analisi semiotica delle immagini cinematografiche e lo studio dei documenti interni delle multinazionali (Truth Tobacco Documents), l’indagine svela i meccanismi iconografici con cui il cinema ha estetizzato il fumo, trasformando un grave fattore di rischio sanitario in un simbolo intramontabile di fascino, ribellione e stile. Una riflessione critica necessaria per comprendere l’impatto dei media sulla salute pubblica e contrastare le persistenti strategie di interferenza industriale.

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L’Autorità Garante per la Concorrenza e per il Mercato condanna Philip Morris

na decisione storica dell’Antitrust (AGCM) condanna Philip Morris Italia a una sanzione di 7 milioni di euro per pratica commerciale scorretta. Sotto accusa la strategia di marketing basata sui claim “senza fumo” per prodotti a tabacco riscaldato ed e-cig, giudicata ingannevole dalle autorità sanitarie e dall’ISS, che denunciano anche i rischi di iniziazione giovanile.

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Al supermarket della nicotina

L’industria del tabacco sta attuando una profonda trasformazione economica mascherata da transizione verso un futuro “smoke-free”. Attraverso la diversificazione dell’offerta (che include tabacco riscaldato, e-cig usa-e-getta e sistemi aperti), le multinazionali hanno frammentato il mercato, portando a un crollo drastico del costo della nicotina al milligrammo (fino a 17 volte inferiore rispetto alle sigarette tradizionali).

Questa nuova dinamica dei prezzi neutralizza gli strumenti tradizionali di salute pubblica e solleva quattro criticità principali:

Disarmo della leva fiscale: I rincari sulle sigarette perdono efficacia perché i consumatori possono facilmente ripiegare su alternative a basso costo (trading down).

Rischio per i giovani: Un prezzo della nicotina quasi irrisorio (fino a 0,02 € per mg) abbassa le barriere economiche, favorendo l’accesso e la dipendenza nelle fasce con bassa capacità di spesa.

Aumento del dosaggio: Senza il limite imposto dal costo, si rischia un incremento dei livelli di consumo quotidiano e di concentrazione di nicotina nel sangue.

Manipolazione del mercato: La strategia dell’industria sembra volta a saturare ogni fascia economica per mantenere viva l’epidemia di dipendenza sotto nuove forme, più che a perseguire una reale riduzione del danno.

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