Autore: Redazione

Anni ruggenti: Big Tobacco scopre il Mercato Femminile

Fino alla metà degli anni ’20, il fumo femminile in pubblico era un forte tabù sociale negli Stati Uniti. Per raddoppiare i profitti, l’industria del tabacco orchestrò una delle più aggressive e sofisticate operazioni di manipolazione culturale del Novecento. Attraverso le campagne estetiche della Lucky Strike sulla linea e la salute, la celebre messinscena delle “Torches of Freedom” ideata da Edward Bernays durante la parata di Pasqua del 1929, e il product placement strategico nel cinema di Hollywood, Big Tobacco riuscì a legare indissolubilmente la sigaretta ai concetti di emancipazione, modernità e parità dei sessi, trasformando una dipendenza chimica in un simbolo di libertà.

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Multinazionali del tabacco come vettori di malattie croniche

I veri responsabili dell’epidemia da fumo: le multinazionali come “vettori di malattie”

Le malattie legate al fumo non devono più essere considerate una colpa o una cattiva abitudine individuale. Secondo la comunità medico-scientifica e il New England Journal of Medicine, le multinazionali di Big Tobacco (così come quelle dell’alcol, dei combustibili fossili e del cibo ultra-processato) agiscono come veri e propri vettori di malattie croniche, diffondendo un’epidemia globale per trarne profitto.

Sono esaminate le strategie spietate dell’industria e proposta la drastica soluzione: i governi devono smettere di trattare queste aziende come interlocutori legittimi, escludendole da ogni tavolo decisionale politico, imponendo la massima trasparenza e smantellando il loro modello di business.

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