Philip Morris usa The European House – Ambrosetti per ripulire la propria reputazione e dettare l’agenda fiscale a Roma e Bruxelles
Come ogni anno a inizio settembre, la ripresa dell’attività politica ed economica italiana è stata
scandita dal Forum di The European House Ambrosetti nella cornice di Villa d’Este a Cernobbio. A porte chiuse, ministri, banchieri, commissari europei e vertici industriali si sono riuniti per discutere le priorità legislative al riparo dal clamore pubblico.
Il ruolo di Philip Morris
Tra i partner più visibili della kermesse spicca Philip Morris International. La collaborazione risale al
biennio 2015-2016, in concomitanza con l’avvio dello stabilimento di Crespellano (Bologna) per i
prodotti a tabacco riscaldato, quando la multinazionale è diventata sostenitrice del Global Attractiveness Index (GAI), una piattaforma analitica per misurare e promuovere l’attrattività dell’Italia per gli investitori internazionali.
Da allora Philip Morris figura regolarmente tra i partner del Forum di Cernobbio. Oltre alla presenza fisica dei suoi vertici alle sessioni a porte chiuse, la multinazionale commissiona e presenta a Cernobbio ricerche tematiche (dall’impatto della filiera e del modello “4 Capitali” agli studi sul capitale umano e sui talenti). Nell’ultima edizione ha portato lo studio congiunto sulla fuga dei cervelli (“Comprendere e contrastare il fenomeno della perdita dei talenti”).
Il ruolo di Philip Morris all’interno del Forum e della sua collaborazione con The European House – Ambrosetti (TEHA) si sviluppa su più livelli: posizionamento come partner industriale d’eccellenza, produzione di narrazione economico-scientifica e lobbying indiretto a livello nazionale ed europeo.
Le direttrici strategiche
La costruzione del campione tecnologico
Con i report basati sul modello dei “4 Capitali”, TEHA certifica l’impatto economico di Philip Morris in Italia. Il messaggio per i decisori pubblici è chiaro: non più mercanti di sigarette, ma un pilastro del Made in Italy.
Lobbying a Bruxelles e revisione delle direttive UE
A livello europeo, la narrazione costruita a Cernobbio punta a orientare la revisione della Direttiva sulle accise (TED), difendendo una tassazione agevolata per i prodotti a tabacco riscaldato e quella della Direttiva sui prodotti del tabacco (TPD), contrastando restrizioni su aromi e packaging con la leva della cosiddetta “riduzione del danno”.
Aggiramento dell’Articolo 5.3 FCTC
La Convenzione Quadro dell’OMS per il Controllo del Tabacco impone ai paesi che la hanno ratificata di impedire che gli interessi dell’industria del tabacco influenzino le politiche ddel settore. Tuttavia, avvalendosi dell’intermediazione di un think tank accreditato come TEHA, Philip Morris supera la barriera reputazionale e siede allo stesso tavolo dei ministri dell’Economia, della Salute e del Made in Italy.
Attraverso la passerella di Villa d’Este, la multinazionale si garantisce una piena legittimazione istituzionale che proietta l’Italia come capofila in Europa di una linea regolatoria e fiscale compiacente verso i nuovi dispositivi da fumo e inalazione.
Il gioco di prestigio dell’industria del tabacco resta sempre lo stesso: occultare i costi sanitari e ambientali. Se si considerano infatti i danni complessivi per la salute pubblica, gli sbandierati benefici economici in termini di PIL e occupazione si rivelano ampiamente inferiori ai costi sostenuti dalla collettività.
È inaccettabile constatazione che i Governi italiani, da quello Renzi a quello Meloni, abbiano scelto di piegare le priorità di salute pubblica agli interessi di un’industria i cui profitti derivano , in ultima analisi, dall’arruolamento di nuove generazioni nella dipendenza da nicotina.