Per eliminare il fulcro della pubblicità delle sigarette

“Plain packaging” vuol dire confezione “generica”, “neutra”, “semplice” oppure “standardizzata” che non utilizza i colori, il logo e altri aspetti tipici del marchio, ma solo forme, colori e stili standard. In Australia, il pacchetto generico è stato utilizzato dalla fine del 2012 e, secondo il Governo Australiano, ha contribuito alla riduzione della prevalenza di fumatori tra gli adulti e i giovani.

Superficie esterna del pacchetto standardizzato

Modello di un pacchetto generico (superficie esterna)

Gli obiettivi del plain packaging sono: (1) ridurre l’attrattività dei prodotti del tabacco;  (2) eliminare dai pacchetti ogni forma di pubblicità e promozione; (3) eliminare informazioni fuorvianti; (4) aumentare la visibilità e l’efficacia delle avvertenze sanitarie.

Diffusione del pacchetto generico, contrastata dalle minacce di Big Tobacco

Come mostra la cartina, alla fine del 2021 il pacchetto generico era stato implementato in Australia, Nuova Zelanda, Francia, Regno Unito, Irlanda, Belgio, Olanda, Danimarca, Norvegia, Slovenia, Ungheria, Turchia, Arabia saudita, Singapore, Tailandia, Israele, Burkina Faso, Canada e Uruguay. (WHO, 2022)

Il primo paese che implementò il pacchetto generico  fu nel 2011 l’Australia, le cui leggi furono contestate in patria e davanti all’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO). Le minacce dell’industria che richiedeva risarcimenti miliardari, perché sarebbero stati lesi diritti di proprietà e di parola, si dissolsero perché l’Alta Corte appurò che l’imballaggio semplice non eliminava l’identità del marchio. Per quanto riguarda il contenzioso davanti al WTO, un gruppo di esperti dell’Organizzazione ritenne che le norme erano coerenti con la legge del WTO e che l’approccio dell’Australia stava contribuendo all’obiettivo di ridurre l’uso e l’esposizione ai prodotti del tabacco. La legge australiana sugli imballaggi non è più restrittiva della libertà di commercio se non quanto necessario per proteggere la salute umana. L’esperienza dell’Australia diede vita a un effetto domino: Nuova Zelanda, Regno Unito, Irlanda, Francia e Norvegia adottarono la stessa misura. (Chapman S, Freeman B, 2014)

Dopo il 2015, c’è stata una seconda ondata di paesi che hanno introdotto il plain packaging (Ungheria, Belgio, Olanda, Danimarca, Slovenia, Israele, Turchia, Arabia Saudita, Canada, Uruguay, Singapore, Myanmar). Questi paesi, forti delle esperienze di quelli che li avevano preceduti, non hanno dovuto difendersi dalle minacce di azioni legali da parte di Big Tobacco. Solo le normative del Belgio sono state contestate da British American Tobacco, in quanto lesive della libertà di commercio e di parola, ma il Consiglio di Stato ha rigettato l’istanza di sospensione. La via legale per  il plain packaging è tracciata.

Fonte

World Health Organization & WHO Framework Convention on Tobacco Control. (‎2022)‎. Tobacco plain packaging: global status 2021 update. World Health Organization. https://apps.who.int/iris/handle/10665/356900.

L’immagine in evidenza è tratta dalla copertina del libro: Chapman S, Freeman B. Removing the emperor’s clothes: Australia and tobacco plain packaging. (2014) Sidney University Press. https://open.sydneyuniversitypress.com.au/9781743323977.htmlrte esterna)