Focus su: Tenente Colombo interpretato da Peter Falk
Colombo è un tenente della polizia di Los Angeles, ha un aspetto trasandato, indossa un impermeabile beige tutto stropicciato, ha sempre tra le dita o tra le labbra un mezzo sigaro smoccicato, un sigaro americano di basso costo. E’ il protagonista di 59 telefilm andati in onda dal 1968 per circa dieci anni e, dopo una lunga interruzione, negli anni 1990. I telefilm del tenente Colombo furono trasmessi dalla TV italiana e ancora oggi alcuni canali proiettano repliche.
Un film poliziesco senza finale a sorpresa
La particolarità dei film di Colombo è che l’omicidio avviene all’inizio sotto gli occhi dello spettatore che, pertanto, sa chi è l’assassino, ma Colombo no. Lui non lo conosce, ma ben presto individua una persona sospetta. L’ambiente in cui si svolge l’indagine è alto borghese e gli assassini sono chirurghi di grido, architetti ricchissimi, direttori d’orchestra, borghesi che abitano residenze lussuose. Colombo, con il suo atteggiamento deferente, il suo impermeabile logoro, la sua automobile di un modello stravecchio, il sigaro maleodorante è un alieno.
Mentre si svolge l’indagine, il tenente avvia un dialogo con la persona sospettata sul significato dei vari indizi individuati. Questo dialogo si trasforma presto in un corpo-a-corpo, una sfida di intelligenze.
L’arma della distrazione e l’apparente incompetenza
Il sigaro è il fulcro della finta sbadataggine di Colombo. Il tenente non ha quasi mai un fiammifero, affonda goffamente le mani nelle tasche per trovarlo. Guardandolo annaspare, l’assassino pensa che deve ssere uno sprovveduto che non è da temere. Il fumo di Colombo infastidisce i colpevoli al pari della sfilza di domande con cui il tenente esaurisce la pazienza dei colpevoli. È una sottile ma implacabile invasione del loro spazio vitale.
il sigaro di Colombo è parte di un armamentario (l’automobile, il cane, i suoi abiti, la discendenza da immigrati, i “… come dice mia moglie”) con cui il tenente manipola il suo interlocutore inducendo in lui un senso di superiorità misto al fastidio per l’assedio di domande cui è sottoposto. Ed è proprio l’errore di valutazione che porterà il colpevole a perdersi e, alla fine, ad arrendersi.
Secondo Umberto Eco, Colombo è l’eroe proletario che irrompe nel mondo patinato dell’alta borghesia, costruito su bugie e arroganza che egli mette a nudo svelando la sopraffazione e la disumanità su cui quel mondo galleggia.
Il sigaro di Colombo manipola anche noi spettatori
In termini di normalizzazione, il sigaro, tradizionalmente associato al successo e al potere del danaro, diventa un’abitudine familiare, rassicurante e quotidiana. Colombo ha reso il fumatore di sigari economici una figura assai empatica, associando il prodotto non alla dipendenza o al puzzo, ma genialità investigativa di un uomo comune.
Fonte
Peter Falk. Just One More Thing. Carroll & Graf Publishers , 2006
Umberto Eco. La bustina di Minerva 1990 – 2000.La Nave di Teseo, 2026