Il contesto: l’epidemia di e-cigarette tra i giovani di Palau

Perché questa richiesta è storica?

Le argomentazioni scientifiche e il nodo “riduzione del danno”

Nel dossier di 55 pagine inviato all’OMS, gli esperti di Palau smontano la narrazione industriale della riduzione del danno o del supporto alla cessazione. I dati dimostrano che il consumo duale o multiplo (l’uso combinato di sigarette, vapes e pouch) è ormai la norma, “mantenendo la dipendenza e aumentando l’esposizione cumulativa anziché facilitare la cessazione”.

Se è vero che sigarette elettroniche e pouch non contengono le tossine cancerogene derivanti dalla combustione del tabacco, l’esposizione a lungo termine alla sola nicotina è associata a problemi cardiovascolari e alterazioni dello sviluppo cerebrale negli adolescenti.

Qualora la nicotina venisse inserita nelle tabelle delle sostanze controllate, scatterebbero vincoli internazionali rigorosi su importazioni, esportazioni e possesso. Il trattato prevede comunque un meccanismo di esenzione per i preparati con comprovato uso medico e basso potenziale di abuso: i prodotti farmaceutici per smettere di fumare (cerotti, chewing-gum) rimarrebbero quindi pienamente accessibili.

Un cammino in salita, ma il segnale è potente

Fonte principale

Kathryn Kranhold, “Pacific island nation Palau asks UN to classify nicotine as a controlled substance”, The Examination, 15 Giugno 2026.