Si è arenata una proposta di aumento delle tasse intesa a rendere più costosi i prodotti del tabacco riscaldato

Sintesi dell’articolo: Italian tax spat reveals Big Tobacco’s clout di Hannah Roberts e Carlo Martuscelli. Politico. EU 9 luglio 2020 19:38

ROMA – Una mossa a sorpresa del governo italiano tutela lo status fiscale privilegiato del tabacco riscaldato. Ma sta anche attirando l’attenzione, sulla scia della pandemia di coronavirus, che ha messo in netto rilievo i maggiori rischi per la salute che i fumatori devono affrontare.
In discussione c’è una proposta che avrebbe aumentato le tasse sul tabacco riscaldato – di cui Philip Morris International (PMI) ha un quasi monopolio in Italia – in modo da portarle vicino o alla pari con le tasse sulle sigarette convenzionali. In Italia, le tasse sul tabacco riscaldato sono solo un quarto dell’aliquota standard sulle sigarette convenzionali.
Le ONG sanitarie e parlamentari di tutti gli schieramenti hanno sostenuto la misura, che prevedeva la devoluzione delle maggiori entrate all’assistenza infermieristica domiciliare. Secondo Raffaele Trano, il parlamentare che guida la Commissione Finanze alla Camera dei Deputati, che ha esaminato l’emendamento, si stima che il guadagno sarebbe stato pari a 60 milioni di euro nel 2020 e 120 milioni di euro nel 2021.
Ma la scorsa settimana il governo ha rifiutato di dare il suo appoggio alla proposta, spingendo i parlamentari a ritirare l’emendamento. Ora, i critici si chiedono perché la coalizione di centrosinistra al potere abbia legami così intimi con Big Tobacco.

Un vizio minore?

Lo sconto fiscale avvantaggia principalmente Philip Morris, produttore del prodotto più venduto IQOS.
Con una quota di mercato del 98%, IQOS gode de facto dello status di monopolio e ha visto le vendite raddoppiare di anno in anno. Quest’anno si prevede che rappresenterà il 9% di tutte le vendite di prodotti del tabacco.
I sostenitori del trattamento fiscale preferenziale affermano che i prodotti del tabacco riscaldato evitano di bruciare il tabacco e quindi riducono la quantità di sostanze chimiche nocive rilasciate. (I fumatori riscaldano un dispositivo alimentato a batteria a 350 gradi, invece dei 600 gradi delle sigarette). Questa è l’opinione della Philip Morris che ha sostenuto che la proposta è discriminatoria perché l’aumento delle tasse si applicherebbe al tabacco riscaldato ed esclude le sigarette e altri prodotti per il fumo.
La Food and Drug Administration statunitense ha dato un certo sostegno a questo argomento, dichiarando il 7 luglio che il tabacco riscaldato è davvero meno rischioso. I prodotti di PMI, commercializzati con le giuste informazioni, “potrebbero aiutare i fumatori adulti dipendenti ad abbandonare le sigarette convenzionali e ridurre la loro esposizione a sostanze chimiche nocive, ma solo se cambiano completamente”.

Ma il ministero della Salute italiano afferma che i dati disponibili sono troppo limitati per trarre conclusioni definitive. Roberta Pacifici, direttrice del Centro nazionale per le dipendenze dell’Istituto Superiore di Sanità – l’ente tecnico-scientifico che consiglia il ministero della salute – ha guidato un team di esperti che ha analizzato gli studi forniti dal PMI. “Non è possibile classificarlo come un prodotto a rischio ridotto”, ha detto a POLITICO. “Abbiamo bisogno di studi a lungo termine, perché non è possibile determinare [la sicurezza] di un prodotto che è sul mercato da quattro a cinque anni”.
Il problema per Pacifici è che il suo rapporto non ha mai visto la luce. L’ex ministro della Salute Giulia Grillo ha affermato che non è mai arrivato sulla sua scrivania. Consegnato a dicembre 2018, una sintesi è stata resa pubblica solo il mese scorso. Pacifici ha ammesso di essere turbata dalla crescente popolarità dei prodotti di nuova generazione. “C’è una ridotta consapevolezza del pericolo”, ha detto, aggiungendo che gli anni della campagna di Big Tobacco hanno causato “un passo indietro”.

‘Marlboro Country’ d’Europa

L’Italia è il più grande produttore di tabacco dell’UE e i governi che si sono succeduti hanno tutelato gli interessi dell’industria, consapevoli che il tabacco può essere prodotto più a buon mercato altrove.
“La priorità di un politico è prevenire la perdita di posti di lavoro”, ha detto il deputato Erasmo Palazzotto, del partito della Sinistra italiana. “Se un produttore di tabacco chiude in Italia, diventa un deterrente per altre multinazionali”.
Il Partito Democratico (PD) di centrosinistra, che è in una coalizione di governo con il movimento populista 5Stelle, ha legami storici con il tabacco. Nel 2016, ad esempio, PMI ha scelto l’Emilia Romagna, il cuore della sinistra, come sede della più grande fabbrica di tabacco riscaldato del mondo. All’inaugurazione era presente l’allora presidente del Consiglio Matteo Renzi. E il governatore regionale del PD, Stefano Bonaccini, ha ripetutamente citato Philip Morris quando come un successo economico della Regione. E c’era un governo nazionale guidato dal PD, nel 2014, quando IQOS è entrata per la prima volta sul mercato e ha ricevuto uno sconto fiscale perché il tabacco riscaldato sarebbe meno dannoso delle sigarette. Per quanto riguarda il Movimento 5 Stelle, anche lui ha dimostrato di essere amico del tabacco riscaldato: ha reso ancor più conveniente lo sconto fiscale quando è arrivato al potere nel 2018.

Rete d’influenza

Giovanni Fattore, professore di economia sanitaria presso l’Università Bocconi, sostiene che la decisione di concedere un trattamento fiscale preferenziale ai prodotti del tabacco riscaldato non si basa su alcun solido ragionamento scientifico o politico. Invece, incentiverà solo comportamenti rischiosi e potrebbe portare ad abitudini ancora più pericolose.

È anche una mossa “simbolica”, ha detto.

“Dire che tasserai meno è come un timbro che segnala la sicurezza e l’accettazione del comportamento”, ha spiegato Fattore, che è anche membro del comitato scientifico contro il fumo della Fondazione Umberto Veronesi, un istituto di ricerca e advocacy.

La ricerca economica ha ampiamente dimostrato che l’aumento delle tasse sui prodotti del tabacco riduce il consumo. Secondo Antonio Gaudioso, che guida Cittadinanzattiva, l’associazione dei cittadini che ha ideato la proposta, l’obiettivo era trovare denaro per l’assistenza infermieristica domiciliare – “una questione estremamente importante durante la crisi del COVID-19”, ora sta ancora aspettando una spiegazione dal ministero dell’economia e da alti funzionari sul motivo per cui hanno affondato il provvedimento, ma per ora tutto tace.

“Philip Morris perseguirà i propri interessi”, ha detto. “Ma mi aspetto che il governo italiano abbia a cuore un interesse più ampio, quello del pubblico”. Altri rimangono sconcertati dalla mossa. “Non capiamo perché ogni volta che c’è bisogno di risorse, il settore del tabacco riscaldato sembra intoccabile”, ha detto il parlamentare Trano.

Anche il ruolo delle 5 Stelle – fondato come movimento anti-establishment – è sotto esame. Nicola Biondo, un ex collaboratore della comunicazione 5 Stelle, ritiene che il partito sia caduto sotto l’influenza di Big Tobacco. La sua struttura opaca rende più facile per i gruppi industriali esercitare il potere dietro le quinte. Ad esempio, i media italiani hanno affermato che Philip Morris ha pagato alla Casaleggio Associati, la società di consulenza web che ha creato il portale online del partito, 500.000 euro.

Sia PMI che Casaleggio Associati hanno rifiutato di confermare l’accusa.

“Ci sono pressioni ovunque”, ha detto Lorenzo Fioramonti, ex parlamentare 5 Stelle che ha sostenuto l’aumento delle tasse. “Ci sono decisioni prese ai massimi livelli e poi queste decisioni vengono applicate a tutti i livelli”. Potrebbe svolgere un ruolo anche il desiderio dei parlamentari di trovarsi un lavoro da lobbista più redditizio dopo la conclusione dell’esperienza politica , ha detto. Il partito limita a due mandati la durata dell’attività parlamentare dei propri iscritti.

Biondo concorda: “Avendo portato in parlamento così tante persone senza una carriera definita, fa correre il rischio che diventino lobbisti”.

Più in generale, tuttavia, la penetrazione di PMI nell’establishment politico italiano va oltre i singoli partiti politici.

Marco Hannappel, CEO di Philip Morris Italia, parla a eventi come le conferenze Ambrosetti sul Lago di Como, l’equivalente italiano di Davos, a cui hanno partecipato celebrità del calibro di Henry Kissinger e Joe Biden. La compagnia organizza feste d’élite con i migliori chef e DJ, anche nel Museo Nazionale d’Arte Moderna in Roma. L’azienda ha anche stretti legami con la potente famiglia Agnelli attraverso la sponsorizzazione del suo team di Formula Uno.

Per ora, i sostenitori dell’emendamento hanno promesso di riprovare alla prima occasione. Dopo la pandemia, “i politici non possono rinunciare al loro dovere di migliorare il sistema sanitario. Abbiamo visto l’impatto che COVID ha sugli apparati respiratori vulnerabili”, ha detto Palazzotto. “Questa non è una battaglia contro Philip Morris ma per la salute dei cittadini. Dobbiamo fare scelte coraggiose”.

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Sintesi dell’articolo: Italian tax spat reveals Big Tobacco’s clout di Hannah Roberts e Carlo Martuscelli. Politico. EU 9 luglio 2020 19:38