Giu 1, 2026 |

Fuori la nicotina dallo sport

Le scene viste al recente Gran Premio del Giappone hanno dell’incredibile: ragazzini sorridenti che indossano tute della Ferrari con il logo dei sacchetti di nicotina ZYN ben in vista, immortalati accanto ai loro idoli del volante, come Lewis Hamilton. A sollevare il velo su questo scandalo è Campaign for Tobacco-Free Kids, che ha giustamente puntato i fari sull’ennesima mossa eticamente riprovevole di Philip Morris International (PMI).

Una strategia predatoria

La partnership tra Ferrari e PMI per promuovere ZYN in Formula 1 non è semplice marketing sportivo: è una strategia predatoria ben documentata. Sappiamo bene quanto la Formula Uno sia una vetrina fondamentale. Pensateci: il Gran Premio del Giappone è durato tra i 90 e i 120 minuti, per un totale di 53 giri. Per tutto quel tempo, decine di milioni di spettatori – tra cui un pubblico di giovanissimi in costante crescita – hanno tenuto gli occhi incollati su quelle vetture, sulle tute dei piloti e su quei loghi. A questo si aggiungono i videogame, i social media e il merchandising. L’obiettivo è chiaro: catturare l’attenzione e la simpatia dei ragazzi, associando la nicotina alla velocità e al glamour, per farli diventare i dipendenti di domani.

Quanti sono esposti alla pubblicità di Ferrari + ZYN nel mondo?

  • 76,1 milioni di telespettatori in media per GP (il 43% ha meno di 35 anni).
  • 1,8 miliardi di telespettatori per l’intera stagione della Formula 1.
  • I più giovani raramente guardano l’intero GP in TV. Seguono soprattutto gli highlights su YouTube, Instagram e altri canali paralleli come F1 Esports e Gaming.

Lo schema di Big Tobacco è sempre lo stesso: giocare d’anticipo

Ferrari_Marlboro

Non è la prima volta che assistiamo a questo teatrino. Quando c’è una regola ostativa, l’industria del tabacco la infrange consapevolmente; se nessuna autorità interviene per farla rispettare, l’industria considera il mancato intervento al pari di un’autorizzazione implicita. Sono situazioni de facto su cui poi è difficilissimo tornare indietro. Ma noi conosciamo bene la loro storia.

Non vogliamo tornare indietro!

Ricordate l’ingannevole operazione Mission Winnow, che abbiamo denunciato più volte su queste pagine? Tra la fine del 2018 (sempre a partire dal GP del Giappone) e il 2019, comparve sulle rosse la scritta MISSION WINNOW. Di cosa si trattava? Di un maldestro tentativo di fare pubblicità ai nuovi prodotti del tabacco: iQOS.

Philip Morris voleva creare un legame positivo tra il suo programma farlocco per un “Tobacco-Free World” e le vittorie della Ferrari. A volte anche i grandi strateghi sbagliano: nessuno, ovviamente, credette alla missione salvifica di PMI, tanto che ci furono proteste in quasi tutti i paesi, compresa l’Italia. Inoltre, la monoposto della Ferrari non azzeccò neppure una gara e tristemente – dopo tre anni – i due compari dovettero abbandonare questo stupido progetto.

Fuori la nicotina dallo sport!

Cambiano i nomi, cambiano i prodotti, ma il modus operandi resta identico. Davanti a queste manovre mirate ad agganciare i più giovani, l’unica risposta possibile è replicare colpo su colpo. Dobbiamo denunciare queste alleanze tossiche e pretendere dalle autorità un intervento immediato per chiudere ogni scappatoia, mettendo al bando definitivamente ogni forma di sponsorizzazione legata alla nicotina dallo sport.

Chiamiamo alla vigilanza sull’intrusione della pubblicità occulta di prodotti a base di nicotina.