Giornata mondiale senza tabacco 2022

In che modo il tabacco distrugge le foreste?

  • Si stima che, dagli anni ’70, in tutto il mondo, siano andati perduti circa 1,5 miliardi di ettari di foreste (principalmente tropicali) a causa del tabacco, una distruzione che contribuisce all’aumento annuale dei gas serra, in una misura che arriva fino al 20%.
  • Gli alberi vengono abbattuti per disporre della terra dove coltivare il tabacco, inoltre il legno viene bruciato per la stagionatura delle foglie di tabacco dopo il raccolto. Per fare 300 sigarette ci vuole all’incirca un albero intero .
  • Ogni anno, per la coltivazione e la stagionatura del tabacco vengono bonificati circa 200.000 ettari di terreno.
  • La coltivazione del tabacco causa circa il 5% della deforestazione totale, colpendo in modo sproporzionato le regioni di coltivazione del tabacco, in Africa meridionale, Medio Oriente, sud-est asiatico, Sud America e Caraibi.

In che modo la coltivazione del tabacco danneggia il suolo fertile?

  • La terra fertile che potrebbe essere utilizzata per coltivare prodotti nutrienti viene utilizzata per il tabacco. La coltivazione del tabacco causa l’esaurimento del suolo fertile contribuendo ad ulteriore all’insicurezza alimentare e alle sfide nutrizionali.
  • Dopo la coltivazione del tabacco, riabilitare il suolo è molto costoso. Sulla base dei dati raccolti nel 2014, il costo per invertire gli effetti negativi sul suolo di un anno di coltivazione del tabacco in Bangladesh, ammonterebbe a 20,6 milioni di dollari.
  • In molti paesi, tra cui Brasile, India, Giordania e Cuba, si registra la desertificazione di territori attribuibile alla coltivazione del tabacco.

In che modo la crescita e l’uso del tabacco influiscono sull’approvvigionamento idrico?

  • L’intero ciclo di vita di una singola sigaretta richiede il consumo di circa 3,7 litri di acqua, che è impiegata per la coltivazione, la produzione, la distribuzione, l’uso e lo smaltimento della sigaretta. Se smettesse di fumare, un fumatore medio potrebbe risparmiare fino a 74 litri di acqua al giorno.
  • La coltivazione del tabacco esaurisce le falde acquifere. La sola fase di coltivazione del tabacco richiede la stessa quantità di acqua di cui un individuo avrebbe bisogno per un anno intero.
  • Sulla base del numero di sigarette prodotte nel 2015, in Brasile, il terzo produttore mondiale di tabacco, sono stati utilizzati 263.813.700.000 litri di acqua per produrre la sua fornitura annuale. Dato che una persona in media beve circa 700 litri di acqua all’anno, se tutta quest’acqua fosse resa potabile, sarebbe in grado di dar da bere a circa 3,7 milioni di persone, ovvero l’intera popolazione della capitale dello stato: Brasilia.
  • È ormai accertato che i filtri per sigarette (mozziconi) sono tra le sostanze più inquinanti e tossiche presenti nei corpi idrici. Un mozzicone di sigaretta impiega circa 10 anni per decomporsi, consentendo alla nicotina e alle sostanze chimiche di filtrare negli ecosistemi circostanti.
  • Uno studio dell’Agenzia americana per la Protezione Ambientale (EPA) ha evidenziato che, immergendo mozziconi di sigaretta in acqua dolce per 96 ore, circa la metà dei pesci muore.

In che modo il tabacco inquina la nostra aria?

  • Per produrre una singola sigaretta, vengono immessi in atmosfera 14 grammi di anidride carbonica (CO2).
  • La produzione del tabacco contribuisce a quasi 84 milioni di tonnellate di emissioni equivalenti di CO2 all’anno, equivalenti a 280.000 razzi lanciati nello spazio.
  • Il fumo di tabacco è un importante inquinante dell’aria, negli ambienti interni ed esterni, e contiene tre tipi di gas serra: anidride carbonica, metano e ossidi di azoto.

In che modo il tabacco contribuisce a disperdere rifiuti nell’ambiente?

  • Si stima che, a livello globale, i rifiuti generati annualmente dal tabacco, in tutto il suo ciclo di vita, pesino circa 25 milioni di tonnellate. 
  • Quasi tutte le sigarette hanno un filtro in acetato di cellulosa che è poco degradabile e fonte di contaminazione ambientale da microplastiche. 
  • Ogni anno vengono scartate nell’ambiente circa 4,5 trilioni di sigarette. Le indagini sul comportamento dei fumatori hanno rilevato che circa il 65% dei fumatori scarta i mozziconi di sigaretta in modo improprio (ad esempio, sui marciapiedi, sulle spiagge, ecc.
  • Ci sono oltre 7.000 sostanze chimiche rilasciate nell’ambiente dall’uso di una sigaretta, 70 delle quali sono cancerogene

In che modo i rifiuti elettronici contribuiscono all’inquinamento ambientale?

  • I rifiuti elettronici in generale sono già un problema schiacciante, il cui costo a livello globale ammonta a 99 miliardi di sterline, secondo le stime del 2017. 
  • Lo smaltimento delle cartucce e delle batterie delle sigarette elettroniche rappresenta una delle principali preoccupazioni ambientali. La maggior parte delle cartucce di plastica per sigarette elettroniche non sono riutilizzabili o riciclabili e finiscono nelle grondaie, nelle strade e nei corsi d’acqua.
  • Lo smaltimento improprio di questi prodotti è estremamente dannoso per l’ambiente in quanto sono costituiti da materiali non biodegradabili, come bobine metalliche, plastica, atomizzatori, batterie e chip. Inoltre, molti prodotti sono monouso. 

In che modo il consumo di tabacco senza fumo contribuisce all’inquinamento ambientale?

  • L’uso indiscriminato di bustine/sacchetti di plastica è diventato una nuova preoccupazione ambientale in diversi paesi, come l’India, in cui vengono confezionate e vendute forme di tabacco senza fumo come il gutkha, un chewing gum a base di tabacco.
  • Il danno ambientale, umano ed ecologico dei materiali di scarto in plastica, in particolare alla biologia marina, è ben documentato.
  • Il problema dei sacchetti di plastica usati nella confezione di tabacco senza fumo, inizialmente limitato alle economie dell’Asia meridionale, ma nell’ultimo decennio è diventato una preoccupazione globale, a causa del marketing aggressivo e dell’introduzione di gutkha in nuovi mercati sia in Asia che in Africa.

In che modo l’impatto ambientale del tabacco influisce sulla nostra salute?

La salute dell’agricoltore

  • Un coltivatore di tabacco che pianta, coltiva e raccoglie tabacco può assorbire, ogni giorno, la stessa nicotina che si trova in 50 sigarette. Circa 1 agricoltore su 4 va incontro a una forma di avvelenamento da nicotina denominata Green Tobacco Sickness (Malattia del Tabacco Verde).
  • A causa dell’esposizione ai pesticidi, i coltivatori di tabacco possono andare incontro a un aumento della concentrazione di alluminio e arsenico nel sangue. L’esposizione cronica a pesticidi provoca diversi effetti sulla salute, inclusi difetti congeniti, tumori benigni e maligni, alterazioni genetiche, disturbi del sangue, disturbi neurologici e alterazioni del sistema endocrino.

La salute dei bambini

  • Spesso i bambini lavorano nelle piantagioni di tabacco e sono particolarmente vulnerabili dato che, manipolando le foglie di tabacco, assorbono attraverso la loro pelle una quantità di nicotina maggiore in proporzione il loro peso corporeo. I giovani coltivatori di tabacco possono sperimentare un rischio maggiore di disfunzione renale precoce e una maggiore prevalenza di fumo.

La salute delle donne

  • Le donne sono colpite in modo sproporzionato dagli effetti dannosi della coltivazione del tabacco con rischi maggiori di infertilità e problemi riproduttivi.

Quali sono gli oneri del consumo di tabacco per la salute e l’economia?

  • Il fumo è associato ad un aumentato rischio di malattie cardiovascolari, malattie respiratorie, cancro, diabete, ipertensione.
  • Il fumo di tabacco è uno dei principali responsabili dell’inquinamento dell’aria negli spazi interni, poiché rilascia sostanze tossiche, aumentando il rischio di esposizione delle persone presenti. Il fumo passivo è responsabile della morte prematura di 1,2 milioni di persone nel mondo ogni anno, oltre a malattie cardiovascolari e respiratorie.
  • Sulla base dei risultati di uno studio del 2018, il costo economico globale totale del fumo, dovuto sia alla spesa sanitaria che alla perdita di produttività, è equivalente in grandezza all’1,8% del prodotto interno lordo (PIL) mondiale. Circa il 40% di questo costo si genera nei paesi in via di sviluppo.

Quali tattiche utilizza l’industria del tabacco per ripulire la propria reputazione?

  • L’industria del tabacco usa tattiche ingannevoli per ripulire la sua reputazione e presentarsi come un’industria sostenibile ed ecologica.  
  • Queste tattiche vengono utilizzate per nascondere il fatto che la coltivazione, la produzione, il consumo e l’uso del tabacco sono dannosi sia per l’ambiente circostante che per la salute degli agricoltori e dei consumatori di tabacco.
  • Ad esempio, con i dati che diffonde, l’industria del tabacco cerca di indurre il pubblico a sottovalutare gli effetti della coltivazione del tabacco sull’ambiente e sulle comunità dei paesi di tutto il mondo.
  • La commercializzazione e l’etichettatura delle sigarette come “naturali” e “biologiche” fanno credere ai consumatori di tabacco che i prodotti non siano dannosi per loro.
  • Le aziende del tabacco finanziano scuole, sistemi sanitari, organizzazioni ambientali e di soccorso in caso di calamità e programmi di pulizia dei rifiuti dei prodotti del tabacco, in particolare nei paesi a basso e medio reddito, per essere riconosciuti come membri responsabili della società, nascondendo i gravi danni alla salute e all’ambiente. 

 Per ulteriori informazioni sulle tattiche delle aziende del tabacco per presentare le proprie attività come ecosostenibili, occultandone l’impatto ambientale negativo, guarda l’infografica di STOP: dirty secrets e le pagine correlate al tema.

In che modo, i paesi possono affrontare il problema?

  • Ai sensi dell’articolo 18 della Convenzione quadro dell’OMS sul controllo del tabacco, le parti “convengono di tenere in debito conto la protezione dell’ambiente e della salute delle persone per quanto riguarda la coltivazione e la produzione del tabacco nei rispettivi territori”.
  • Per mitigare il problema del tabacco e dei rifiuti di prodotti di sigarette elettroniche, gli stati possono imporre il “Principio della politica di responsabilità estesa del produttore” un approccio di politica ambientale, secondo il quale il produttore è responsabile anche alla fase post-consumo, ovvero della gestione del rifiuto una volta che il prodotto è stato consumato. I produttori di tabacco sono da ritenersi responsabili per i costi di pulizia e smaltimento dei rifiuti.
  • I governi possono imporre una tassa ambientale a carico di produttori, distributori e consumatori di tabacco per le emissioni di carbonio, gli inquinanti atmosferici e altri costi ambientali causati durante la catena di approvvigionamento dei prodotti del tabacco.
  • I paesi dovrebbero riconoscere la gravità dell’uso di plastica monouso non biodegradabile nei filtri delle sigarette e in altri prodotti a base di nicotina e dovrebbero adottare misure appropriate per eliminare gradualmente l’uso della plastica nella nicotina e nei prodotti del tabacco.
  • Gli agricoltori possono essere sostenuti attraverso incentivi governativi per partecipare alla sostituzione della tabacchicoltura con altre colture più sostenibili che andranno a beneficio del sostentamento della comunità.

Fonte

World Health Organization. Q&A: World No Tobacco Day 2022