E’ quanto emerge dalla valutazione della tassazione delle sigarette, a livello globale effettuata con la Cigarette Tax Scorecard
La valutazione complessiva della tassazione sule sigarette, in Italia nel 2020, è di 2,75 punti su un massimo di 5
L’Italia ha un buon punteggio per quanto riguarda il prezzo delle sigarette (4 punti su 5) e l’aliquota della tassazione sulle sigarette (4 punti su 5); un punteggio che si colloca nella fascia media per la struttura fiscale (3 punti su 5), ma ha un punteggio scarso per il cambiamento dell’accessibilità economica (0 punti su 5).

I punteggi complessivi dell’Italia hanno oscillato tra il 2014 e il 2020: mentre il prezzo delle sigarette è aumentato, il punteggio relativo al cambiamento di accessibilità è aumentato e poi è sceso di nuovo nell’arco dei sei anni.


Con il punteggio di 2,75, l’Italia si colloca al di sotto del gruppo dei paesi ad alto reddito e di quelli della Regione Europea dell’OMS, ma al di sopra della media globale. Tuttavia è molto al i sotto dei migliori paesi come l’Ecuador, la Nuova Zelanda, la Gran Bretagna, la Francia.
In conclusione, i limiti della tassazione delle sigarette in Italia sono due: 1) nel periodo 2019-2020, tenendo conto del reddito medio, l’aumento delle tasse e dei prezzi delle sigarette non ha inciso nel ridurre l’accessibilità economica delle sigarette; 2) la composizione delle struttura fiscale vede una componente specifica della tassazione troppo bassa.
Secondo gli autori del report, l’Italia trarrebbe vantaggio dalla riduzione dell’accessibilità economica delle sigarette e dal miglioramento della struttura fiscale.
Come viene valutata la tassazione delle sigarette con la cigarette tax scorecard
La valutazione viene effettuata considerando quattro componenti chiave del sistema fiscale: (1) prezzo, (2) cambiamento dell’accessibilità nel tempo, (3) aliquota fiscale, (4) struttura della tassazione.
LE 4 COMPONENTI CHIAVE DELLA VALUTAZIONE
1. Prezzo della sigaretta
Il prezzo è un fattore determinante per l’uso del tabacco. Infatti, i prezzi più elevati provocano la riduzione del consumo, ma le sigarette sono relativamente anelastiche rispetto ai prezzi, cioè a dire: un aumento del prezzo si tradurrà in un calo del consumo non proporzionale all’aumento dei prezzi. Per questo motivo, il prezzo deve essere abbastanza alto, sì da provocare una riduzione dei consumi sufficiente a generare evidenti benefici per la salute pubblica.
Per poter effettuare confronti dei prezzi tra paesi, bisogna avere una misura che tenga conto del potere d’acquisto dei consumatori; in questa valutazione vengono utilizzati i prezzi aggiustati per il potere di acquisto (PPP) espressi in dollari internazionali. Il punteggio di 5 è assegnato a un prezzo aggiustato per il potere di acquisto pari a 10 dollari internazionali o più, nel 2018, aggiustato per l’inflazione, per un pacchetto da 20 della marca più venduta.
2. Cambiamenti nell’accessibilità delle sigarette
Oltre al prezzo, anche il reddito influisce sulla domanda. Ad esempio, una rapida crescita economica con conseguente aumento del reddito può compensare l’aumento delle tasse e dei prezzi e limitarne l’impatto sui consumi. La ricerca dimostra che l’aumento dell’accessibilità economica delle sigarette porta ad un aumento del consumo, mentre la diminuzione dell’accessibilità riduce il consumo.
L’aumento delle tasse e dei prezzi delle sigarette deve essere sufficientemente elevato da ridurre l’accessibilità economica delle sigarette. La valutazione assegna il punteggio più alto a una variazione media annuale, statisticamente significativa, dell’accessibilità economica del 7,5% o superiore tra il 2014 e il 2020, che sia il risultato di almeno un aumento delle accise durante quel periodo.
3. Aliquote fiscali
Le aliquote fiscali dovrebbero essere sufficientemente elevate da ridurre il consumo di tabacco, consentendo ai governi di ottenere, allo stesso tempo, maggiori entrate dall’aumento dei prezzi. A tassazione invariata, un aumento dei prezzi provocherà riduzioni dei consumi, ma i nuovi ricavi andranno all’industria del tabacco. Si assegnano i punteggi più alti nel caso in cui l’aliquota di accisa è pari o superiore al 70 percento e l’imposta totale è pari o superiore al 75 percento. In Italia, l’imposta totale è adeguata, non così l’accisa.
4. Struttura fiscale
Una adeguata struttura fiscale è fondamentale per garantire che gli aumenti delle tasse riducano il consumo di tabacco e aumentino le entrate del governo. La valutazione attribuisce il punteggio più alto agli stati che applicano: (1) un’accisa specifica uniforme che viene automaticamente adeguata nel tempo oppure (2) un’accisa mista con una quota maggiore per la componente specifica con un adeguamento automatico nel tempo e una componente fiscale ad valorem, basata sul prezzo al dettaglio.
Perché la Scorecard valuta 4 dimensioni delle tasse sulle sigarette
La Scorecard mira a fornire un approccio completo, trasparente, obiettivo e semplice per valutare la forza dei sistemi di tassazione delle sigarette a livello globale.
Da solo, l’indicatore più utilizzato – la quota della tassazione sul prezzo al dettaglio delle sigarette – non è sufficiente a valutare l’adeguatezza della tassazione, perché la tassazione potrebbe essere elevata e il prezzo delle sigarette potrebbe essere basso, rispetto al reddito medio.
Inoltre, la quota fiscale non coglie i punti di forza e di debolezza delle strutture fiscali dei paesi. Ad esempio, strutture fiscali deboli creano una maggiore variabilità nei prezzi delle sigarette, e ciò consente ai fumatori di passare a marche più economiche quando le tasse aumentano, limitando i benefici per la salute e le entrate derivanti da tasse più elevate.
Dal punteggio per ciascuna delle quattro componenti, la Scorecard ricava il punteggio complessivo e le sue variazioni negli anni 2014 – 2020.
Valutazione della tassazione delle sigarette nel mondo

Questa edizione della Scorecard mostra che molti paesi stanno migliorando i propri sistemi fiscali e le proprie aliquote fiscali sul tabacco. Ma non migliorano abbastanza da ottenere una significativa riduzione dei consumi. Inoltre, in alcuni gruppi di paesi, alcuni indicatori stanno andando nella direzione sbagliata:
- Negli ultimi sei anni, il punteggio medio globale è aumentato leggermente da 1,93 su 5,00 nel 2014 a 2,28 nel 2020.
- I punteggi complessivi sono migliorati in 81 paesi, rimanendo invariati in 24 paesi e peggiorati in 48 paesi.
- Solo 75 paesi, dei 160 per i quali i dati sono disponibili, ottengono un punteggio 2,50 o superiore, su un massimo di cinque punti.
Dal 2014 al 2020, i punteggi medi complessivi sono lievemente migliorati in tutte le regioni dell’OMS e in tutti i gruppi di reddito dei paesi della Banca mondiale.
La Scorecard fa emergere due aree problema

- I prezzi delle sigarette nei paesi a basso reddito sono diminuiti in media di 0,28 dollari internazionali dal 2018 al 2020 e stanno generalmente diventando più convenienti. L’abbassamento dei prezzi rende le sigarette più accessibili alle popolazioni a basso reddito, in particolare ai giovani.
- La quota del prezzo rappresentata dall’imposta sta diminuendo in generale nella regione del Pacifico occidentale (sia l’imposta totale che l’accisa) e la quota del prezzo rappresentata dalla accisa, cioè la componente specifica, sta diminuendo nella regione delle Americhe. Allo stesso tempo l’industria del tabacco sta aumentando i prezzi. Pertanto, le entrate che potrebbero essere ottenute dai governi attraverso aumenti delle tasse vengono catturate dall’industria. Ciò consente all’industria di abbassare i prezzi in molti paesi a basso reddito, mantenendo stabili i profitti globali ed espandendo il proprio mercato.
I paesi che stanno usando meglio la leva fiscale
Nel 2020 otto paesi hanno ricevuto un punteggio di quattro o superiore (il doppio rispetto al 2018), guidati da Ecuador e Nuova Zelanda, entrambi con un punteggio di 4,63, e seguiti da Regno Unito e Canada, con punteggi rispettivamente di 4,38 e 4,25. I punteggi più alti in Ecuador e Nuova Zelanda riflettono accise specifiche sulle sigarette molto elevate, che si traducono in prezzi delle sigarette molto elevati e aumenti regolari e significativi delle tasse sulle sigarette negli ultimi anni, insieme ad adeguamenti per l’inflazione che hanno portato a riduzioni dell’accessibilità di sigarette. Botswana, Francia, Perù e Seychelles seguono da vicino con un punteggio complessivo di 4,13.
I più recenti miglioramenti nei dati mostrano che alcuni governi stanno facendo progressi nell’impiegare le tasse sul tabacco come strumento di salute pubblica. L’articolo 6 della FCTC riflette il consenso globale sul fatto che le tasse sul tabacco hanno un intento molto più ampio: aumentare il prezzo dei prodotti del tabacco in modo che essi diventino meno convenienti e, in definitiva, ridurre il consumo di tabacco a livello globale.
Dopo quasi due decenni, permangono sfide per quanto riguarda l’attuazione.
Mentre a causa del Covid i paesi si sono impoveriti, i profitti delle 4 compagnie del tabacco sono stabili
A quasi due anni dall’inizio della pandemia di COVID-19, la maggior parte dei paesi ha sperimentato una tragica perdita di vite umane e la diminuzione dei mezzi di sussistenza. Misure di lockdown a livello nazionale e locale e altre strategie di contenimento hanno portato a una diminuzione dei redditi e dell’orario di lavoro, soprattutto nei settori ad alta frequenza di contatti umani.
Durante questa pandemia, i responsabili politici si sono trovati di fronte a gravi carenze della rete di sicurezza sociale e dei sistemi sanitari pubblici e ora rivolgono la loro attenzione a prepararsi per le pressanti sfide future. Tuttavia, i modesti progressi riportati in questa edizione della Scorecard di Tabacconomics (la scheda di valutazione dell’imposta sulle sigarette) non sembrano riflettere questa urgenza. I progressi dei governi nell’affrontare la principale causa mondiale di morte prevenibile sono stati insufficienti, anche se hanno a disposizione lo strumento più efficace: la tassazione del tabacco, che sarebbe in grado di salvare milioni di vite e di aumentare le entrate del governo. Il punteggio medio globale della tassazione sulle sigarette è aumentato, negli ultimi anni, appena da 1,93 (su 5,00) nel 2014 a 2,28 nel 2020.
All’inizio del 21° secolo, i paesi si unirono sotto gli auspici dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) di fronte a un’urgenza simile: la globalizzazione dell’epidemia di tabacco. Essi concertarono i programmi azione, e il prodotto di questi sforzi arrivò nel 2005 con l’entrata in vigore della Convenzione quadro dell’OMS sul controllo del tabacco (FCTC). Insieme alle misure non tariffarie, l’articolo 6 del trattato obbliga le parti a utilizzare misure fiscali e di prezzo per ridurre la domanda di prodotti del tabacco, in particolare tra i giovani, al fine di prevenire l’iniziazione (OMS, 2003). Successivamente, sono state mese a punto e adottate dalla Conferenza delle Parti le Linee guida sull’articolo 6 basate su prove empiriche, sulle migliori pratiche ed esperienze di attuazione di misure fiscali e tariffarie per ridurre il consumo di tabacco (OMS, 2014).
Sebbene la Convenzione dell’OMS annoveri oggi 182 stati, che coprono il 90% della popolazione mondiale, solo il 13% di tale popolazione è protetto da adeguate politiche fiscali sul tabacco (OMS, 2021). Questa discrepanza evidenzia un anello mancante significativo nella realizzazione del pieno potenziale del primo trattato di salute pubblica al mondo per frenare l’uso del tabacco. Si stima che se l’epidemia di tabacco rimane incontrollata, in questo secolo il suo consumo provocherà la morte di un miliardo di persone.
Nel 2020, a seguito della pandemia di COVID-19, l’economia globale si è contratta del 3,2%, anche se si stima un rimbalzo del 5,9 e del 4,9% rispettivamente nel 2021 e nel 2022 (FMI, 2021). Nonostante questo shock economico, le quattro grandi multinazionali del tabacco continuano fare business as usual con profitti globali stabili (Chaloupka, et al., 2021). Anche i prezzi delle sigarette a livello globale stanno aumentando, tranne che in molti paesi a basso reddito, dove l’industria cerca di espandere il proprio mercato. L’attuale contesto di urgenza offre un’opportunità per l’azione: invece di consentire alle compagnie del tabacco di ottenere profitti aggiuntivi mentre impongono oneri sostanziali alla salute pubblica, i governi dovrebbero stimolare l’aumento dei prezzi delle sigarette, aumentando le tasse sul tabacco. Allo stesso tempo, i ricavi aggiuntivi possono essere utilizzati per affrontare le sfide del futuro.
Che cosa ne dice la Banca Mondiale
Decenni di ricerca presso la Banca Mondiale hanno stabilito che la tassazione è un intervento politico efficiente ed equo per ridurre il consumo di tabacco. Dai rapporti seminali, Curbing the Epidemic nel 1999 e Tobacco Tax Reform at the Crossroads of Health and Development nel 2017, alle nostre serie più recenti di analisi basate sui paesi, abbiamo sottolineato i vantaggi economici a medio e lungo termine dell’utilizzo delle tasse accise sul tabacco per diminuire il consumo dei prodotti del tabacco, aumentando così la produttività e riducendo le spese mediche.
La sfida attuale risiede in un’applicazione efficace.
La Cigarette Tax Scorecard lo rivela chiaramente e assiste i responsabili politici, valutando sistematicamente, a livello globale, i sistemi di tassazione delle sigarette e illustrando i passi successivi concreti per i paesi che cercano di migliorare la loro politica fiscale.
Un altro vantaggio della Scorecard è che ci ricorda che il tempo è un fattore essenziale. Sebbene la Scorecard mostri che sono stati compiuti alcuni progressi sulla tassazione del tabacco, ciò è semplicemente, insufficiente per affrontare i problemi della salute pubblica e la crisi economica del nostro tempo. La pandemia di COVID-19 ha messo in luce la debolezza dei sistemi sanitari pubblici e degli ammortizzatori sociali a livello globale. Accelerare i progressi compiuti in materia di tassazione delle sigarette non solo salverà vite umane, ma fornirà anche lo spazio fiscale tanto necessario per affrontare le sfide di domani.
Ceren Ozer (Economista Senior)
Banca Mondiale
Che cosa ne dice l’Organizzazione Mondiale della Sanità
La tassazione del tabacco è la misura più efficace ed economica per ridurre il consumo di tabacco. Numerose prove documentate lo hanno dimostrato e persino l’industria del tabacco ne riconosce l’impatto. Tuttavia, nonostante alcuni progressi compiuti dal 2010, la tassazione del tabacco rimane ancora la misura di controllo del tabacco meno attuata.
L’ottavo rapporto dell’OMS sull’epidemia di tabacco globale pubblicato nel luglio 2021 mostra che solo 40 paesi hanno raggiunto il livello di implementazione più elevato, quelli che hanno raggiunto una quota delle tasse totali sui prezzi al dettaglio di almeno il 75%. Ma questo è un aumento rispetto ai 28 paesi che avevano raggiunto questo livello nel 2010.
Uno dei motivi principali per cui la tassazione del tabacco rimane sottoutilizzata è rappresentato dalle tattiche intimidatorie dell’industria del tabacco, che fa riferimento a miti fuorvianti, falsi o esagerati che paventano che l’aumento delle tasse sul tabacco porta al contrabbando e al commercio illecito, provocherà contenziosi giudiziari e legali, che è contro i poveri e provoca perdita di introiti fiscali e conseguenze occupazionali. Ma queste tattiche sono state sfatate dalle prove.
I miti sono discussi e decostruiti nel Manuale tecnico dell’OMS del 2021 sulla politica e l’amministrazione fiscale del tabacco. Una lettura consigliata per i responsabili politici, il manuale presenta le migliori pratiche sulla politica di tassazione del tabacco a cui i paesi possono fare riferimento mentre cercano di raggiungere i loro obiettivi di salute e di reddito nel contesto della loro strategia di sviluppo generale.
A complemento del manuale tecnico dell’OMS, c’è la Tobacconomics Cigarette Tax Scorecard, che riassume le migliori pratiche in una metrica di valutazione completa per un’efficace politica fiscale delle sigarette. Questa metrica viene applicata ai dati specifici per singolo paese, pubblicati nel rapporto biennale dell’OMS sull’epidemia di tabacco globale, risultando in una guida pratica per i governi su come valutare e migliorare le proprie politiche fiscali sulle sigarette.
Sulla base della mia esperienza nella guida della riforma della tassazione del tabacco nelle Filippine prima di entrare a far parte dell’OMS, raccomando ai responsabili politici di utilizzare questi due strumenti per aiutarli a capire che la riforma della tassazione del tabacco è una vittoria per la salute, una vittoria per le entrate e una vittoria per l’economia in generale.
Inoltre, mentre la lotta globale contro COVID-19 continua, aumentare le tasse sul tabacco può essere una delle opzioni politiche che i paesi dovrebbero considerare come parte della loro risposta alla pandemia e degli sforzi di ripresa.
Jeremias N. Paul, Jr. (Capo Unità, Politiche Fiscali per la Salute)
Organizzazione mondiale della Sanità
Riferimenti
- Chaloupka F., Drope J., Siu E., & Lee H.M. (2021). Big Tobacco Continues ‘Business As Usual’ Despite Covid-19 Pandemic. Tobacconomics Policy Brief. Chicago, IL: University of Illinois Chicago. Jha, P., & Chaloupka, F. J. (1999). Curbing the epidemic: Governments and the economics of tobacco control. Washington, DC: World Bank Group. http://documents1.worldbank.org/curated/en/914041468176678949/pdf/multi-page.pdf U.S.
- National Cancer Institute & World Health Organization NCI & WHO. (2018). The economics of tobacco and tobacco control. National Cancer Institute Tobacco Control Monograph 21. NIH Publication No. 16-CA-8029A. Bethesda, MD: U.S. Department of Health and Human Services, National Institutes of Health, National Cancer Institute; and Geneva, CH: World Health Organization. https://cancercontrol.cancer.gov/sites/default/files/2020-06/m21_complete.pdf
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- World Health Organization. (2019). WHO report on the global tobacco epidemic, 2019. https://www.who.int/publications/i/item/9789241516204
- World Health Organization. (2021). WHO report on the global tobacco epidemic, 2021. https://www.who.int/teams/health-promotion/tobacco-control/global-tobacco-report-2021
- World Health Organization. (2021). WHO technical manual on tobacco tax policy and administration. https://apps.who.int/iris/handle/10665/340659
Fonte
Chaloupka, F., Drope, J., Siu, E., Vulovic, V., Mirza, M., Rodriguez-Iglesias, G., Ngo, A., Laternser, C., Lee, H., Dorokhina, M., & Smith, M. (2021). Tobacconomics cigarette tax scorecard (2nd ed.). Chicago: IL, Health Policy Center, Institute for Health Research and Policy, University of Illinois Chicago. www.tobacconomics.org
Tobacconomics. Economic Research Informing Tobacco Control Policy. The 2nd edition of the Tobacconomics Cigarette Tax Scorecard