Storia di un’illusione: come il cinema ha costruito e diffuso l’immaginario del fumo.
Una serie di 6 puntate che smonta il mito del fumo come gesto estetico e rivela la macchina industriale che lo ha costruito.
Perchè questa rubrica?
Per quasi un secolo, il cinema ha rappresentato il fumo come stile, libertà, seduzione, ribellione. Ma l’immaginario del fumo non è stato un frutto cresciuto spontaneamente nel giardino della settima arte. Dietro c’erano contratti, pagamenti, strategie di marketing e un obiettivo preciso dei produttori di tabacco – rendere il fumo desiderabile.
Questa rubrica ricostruisce, con documenti storici e analisi critiche, come Hollywood divenne il più potente alleato dell’industria del tabacco. Per la ricerca documentale useremo l’intelligenza artificiale come strumento avanzato di supporto, ma la visione critica, l’ideazione e la direzione editoriale restano rigorosamente umane.
Schede: Iconografia della Dipendenza
Analisi che mostrano come la sigaretta diventi un vero e proprio espediente narrativo nel cinema e contribuisca in modo determinante all’estetica e alle atmosfere. Scoprirai lo scarto tra la scelta artistica e l’influenza o la convergenza con gli interessi dei produttori di tabacco.
Scheda #6 – H. Bogart, dal Rick’s Café ai contratti segreti delle multinazionali del tabacco
Rick Blaine: il fumo come armatura in Casablanca Nell’immaginario cinematografico, poche immagini posseggono la forza iconica della prima apparizione di Rick Blaine in Casablanca (Michael Curtiz, 1942). Prima ancora che la cinepresa ne inquadri il volto cinico e...
