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SULLE RETI MEDIASET E’ COMINCIATO UN “VIAGGIO NEI SENTIMENTI”… E NELLA NICOTINA

Dietro i drammi sentimentali di Temptation Island si cela un’insidiosa operazione di marketing: la presenza pervasiva di riscaldatori di tabacco nei momenti di picco emotivo. Sfruttando le zone grigie del D.Lgs 6/2016, le multinazionali promuovono i dispositivi come oggetti di design, aggirando i divieti pubblicitari in prima serata. Un appello a istituzioni e società civile per estendere il divieto assoluto di sponsorizzazione anche ai device elettronici.

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Big Tobacco a Hollywood – 1

Tra gli anni Venti e Cinquanta, il fumo sul grande schermo non è stato una semplice scelta artistica, ma il frutto di una sistematica e milionaria alleanza commerciale tra i grandi studi di Hollywood e le multinazionali del tabacco. Basato sullo studio storico “Signed, sealed and delivered: ‘big tobacco’ in Hollywood, 1927–1951”, l’articolo svela i retroscena di questa sinergia nata con l’avvento del cinema sonoro. Attraverso strategie di marketing sofisticate come la promozione incrociata (tie-in) e contratti segreti di “testimonial”, aziende come la American Tobacco Company investirono cifre astronomiche (milioni di dollari attualizzati) per legare il fascino di star del calibro di Clark Gable, Gary Cooper e Joan Crawford a marchi come le Lucky Strike. Nonostante i tentativi di divieto e i controlli sulle pubblicità ingannevoli, il sistema si adattò nel tempo sfruttando anche la radio. Questa massiccia operazione commerciale ha normalizzato il consumo di sigarette nell’immaginario collettivo, trasformando il fumo in un simbolo di modernità e fascino; un’eredità culturale che, secondo gli esperti, richiede oggi misure severe per tutelare i minori

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Big Tobacco a Hollywood – 2

Tra il 1955 e il 1979, la rappresentazione del fumo sul grande schermo subisce una trasformazione radicale. Persa l’aura di eleganza classica degli anni d’oro, la sigaretta diventa prima simbolo di inquietudine giovanile, poi di scontro sociale e infine di nevrosi. Un’evoluzione estetica dietro la quale si nasconde una precisa strategia di marketing occulto, orchestrata dall’industria del tabacco in risposta al divieto di pubblicità televisiva del 1971.

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Big Tobacco a Hollywood – 3

Negli anni ’80 e ’90, di fronte alle crescenti restrizioni pubblicitarie, le multinazionali del tabacco hanno trasformato il grande schermo nel loro palcoscenico ideale. Tra pagamenti diretti a star del calibro di Sylvester Stallone e inserimenti strategici in pellicole di successo, questo episodio di Cinemasmoke svela il marketing occulto di Big Tobacco. Un’analisi di come l’industria abbia manipolato l’immaginario collettivo per mantenere il fumo socialmente accettabile e reclutare nuove generazioni di fumatori.

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