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Al supermarket della nicotina

L’industria del tabacco sta attuando una profonda trasformazione economica mascherata da transizione verso un futuro “smoke-free”. Attraverso la diversificazione dell’offerta (che include tabacco riscaldato, e-cig usa-e-getta e sistemi aperti), le multinazionali hanno frammentato il mercato, portando a un crollo drastico del costo della nicotina al milligrammo (fino a 17 volte inferiore rispetto alle sigarette tradizionali).

Questa nuova dinamica dei prezzi neutralizza gli strumenti tradizionali di salute pubblica e solleva quattro criticità principali:

Disarmo della leva fiscale: I rincari sulle sigarette perdono efficacia perché i consumatori possono facilmente ripiegare su alternative a basso costo (trading down).

Rischio per i giovani: Un prezzo della nicotina quasi irrisorio (fino a 0,02 € per mg) abbassa le barriere economiche, favorendo l’accesso e la dipendenza nelle fasce con bassa capacità di spesa.

Aumento del dosaggio: Senza il limite imposto dal costo, si rischia un incremento dei livelli di consumo quotidiano e di concentrazione di nicotina nel sangue.

Manipolazione del mercato: La strategia dell’industria sembra volta a saturare ogni fascia economica per mantenere viva l’epidemia di dipendenza sotto nuove forme, più che a perseguire una reale riduzione del danno.

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F1 + Big Tobacco = Dipendenza. Il nuovo trucco di PMI e Ferrari si chiama ZYN

Il recente Gran Premio del Giappone ha svelato l’ennesima alleanza tossica nello sport: ragazzini e campioni della Ferrari immortalati con i loghi dei sacchetti di nicotina ZYN di Philip Morris. Un’operazione mirata a trasformare milioni di giovani appassionati di Formula 1 nei dipendenti di domani. È arrivato il momento di chiudere ogni scappatoia e bandire definitivamente le sponsorizzazioni legate alla nicotina.

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